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			<title>Libia: una guerra sbagliata. No alle bombe, sì al negoziato</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/libia_una_guerra_sbagliata_no_alle_bombe_si_al_negoziato_6102023.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Libia: una guerra sbagliata. No alle bombe, sì al negoziato</strong><br />Libia: una guerra sbagliata



Concordo con le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: la guerra in Libia è una guerra sbagliata.

E&#039; necessario al più presto cessare le azioni militari ed avviare il negoziato. L&#039;Africa agli africani. Il presidente francese Sarkozy, recentemente, in quel continente, ha fatto due gravi errori di politica estera, destabilizzando prima la Costa d&#039;Avorio e poi la Libia, in operazioni palesemente neocoloniali. Oltre a motivazioni etiche, in Libia è stato commesso un grossolano errore di miopia politica: si è trasformato un dittatore, Gheddafi, in un patriota che combatte per la liberazione dell&#039;Africa dal neocolonialismo occidentale, ultimamente particolarmente aggressivo. Egli è stato per ben tre volte presidente dell&#039;Unione Africana e fra i suoi progetti recenti vi era quello della creazione della moneta africana, indipendente, mentre, ad esempio, gran parte dell&#039;Africa, specie quella francofona, è costretta ad avere il Franco Francese Africano, per il quale tali paesi devono depositare miliardi e miliardi a Parigi. Fra gli altri progetti, la creazione di un sistema satellitare di comunicazione per tutto il continente africano. Progetti per i quali aveva versato all&#039;estero decine di miliardi di dollari, che ovviamente sono stati sequestrati.

Moneta e sistema di comunicazione proprio: in altre parole, indipendenza effettiva. 

L&#039;Africa è un continente ricchissimo, ma gli africani sono poveri e si muore di fame. Perchè? L&#039;esperienza della Libia e della Costa d&#039;Avorio ha dimostrato che più un paese africano è indipendente, più la ricchezza delle sue immense materie prime può essere utilizzata per il benessere del popolo. In Libia, ad esempio, la sanità è gratuita. Qui da noi non si era mai vista una emigrazione libica, mentre ora stanno aumentando i profughi anche da questo paese. Lo ha capito anche la Lega: più guerra e sfruttamento da parte dei paesi occidentali in Africa, più emigrazione di profughi e disperati in Europa. L&#039;emigrazione non è una &quot;fatalità&quot;, ma ha delle ben precise cause e responsabilità.  Vogliamo questo?

In Libia le forze NATO sono andate ben al di là del mandato ONU che prevedeva solo e unicamente la difesa dei civili, per realizzare l&#039;intenzione, mai nascosta nei fatti, del rovesciamento del governo del Rais di Tripoli.

Ancora una volta esponenti del mondo cattolico, come mons. Martinelli, chiedono un cessate il fuoco. Russia e Cina vogliono altrettanto. Lo stesso presidente Obama, oltre ad aver perso agli occhi dei paesi africani gran parte di una sua iniziale credibilità, ha oggi una forte opposizione interna negli Stati Uniti. Ha infatti iniziato una guerra senza averne avuto il prelimimare &quot;ok&quot;, come previsto dalla legge, da parte del Congresso americano.

La stessa Unione Africana chiede che cessino le operazioni militari e si apra il negoziato.

La guerra in Libia, dopo tre mesi, è allo stallo e gli insorti hanno già dichiarato di aver finito i soldi e nessuna potenza occidentale ha intenzione di regalarne loro, semmai è il contrario, si va là per prendere. Mettere le mani sul gas e il  petrolio libico.

Giovanni Paolo II era contrario alla guerra in Iraq, eppure Bush e l&#039;Occidente vollero andarci lo stesso perchè, si diceva, vi erano le armi di distruzione di massa. Tali armi non furono mai trovate, ma centinaia di migliaia di persone morirono. Lo stesso Bush riconobbe, poi, che si era sbagliato. Vogliamo ricominciare daccapo? 

Perciò, no alle bombe, sì al negoziato! 

Sì al dialogo, no alla guerra!

Cordiali saluti.



dr.Glauco Santi

Consigliere Quartiere Pablo di Parma


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			<title>Religione a scuola: libertà e cultura</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/religione_a_scuola_liberta_e_cultura_3864072.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Religione a scuola: libertà e cultura</strong><br />I giudici amministrativi del TAR del Lazio, con la sentenza 7076, hanno stabilito che frequentare l&#039;ora di religione non può portare crediti aggiuntivi e che gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. In questo modo agli studenti viene impedito il diritto-dovere di essere valutati nella materia da loro scelta. Infatti l&#039;insegnamento della religione cattolica è curriculare, anche se facoltativo. Tale insegnamento non ha un obiettivo confessionale-catechetico, ma di tipo culturale, in quanto il cattolicesimo da duemila anni segna la storia dell&#039; Italia. Perciò, in sede di scrutinio, non si valuta la fede, ma la cultura. In Italia scelgono di frequentare l&#039;ora di religione cattolica il 91% degli studenti e fra loro anche non credenti, stranieri appartenenti ad altre religioni, che però ritengono importante conoscere le radici religiose della nazione che li ospita, in un&#039;ottica di integrazione. 

Mi domando, perciò, perchè continuino a sorgere difficoltà con tale insegnamento?

Fintanto che la religione abita solo nelle coscienze individuali, essa è accettata; ma quando la religione produce storia e cultura, lì nascono i problemi.

Poniamoci una domanda: la Cattedrale e il Battistero di Parma o di qualsiasi altra città, sono opere della fede o opere dell&#039;arte? Naturalmente, tutte e due. Per chi crede saranno prima di tutto opere della fede, mentre per chi non crede saranno, semplicemente, meravigliose opere d&#039;arte. E lo studente che non le conosce e non le studia, non avrà accresciuto la sua libertà, bensì il suo non sapere.

Lo stesso dicasi per la Bibbia. Ognuno è libero di crederci o meno, ma se una persona vuole essere veramente colta, la deve leggere, studiare e conoscere, senza per questo sentirsi mortificato nella sua laicità. L&#039;ignorare, infatti, non è mai un buon servizio reso alla scienza e alla libertà.

Cordiali saluti.



Glauco Santi


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			<title>Greed is good? L'avidità è buona o è l'origine di ogni miseria?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/greed_is_good_l_avidita_e_buona_o_e_l_origine_di_ogni_miseria_6455831.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Greed is good? L&#039;avidità è buona o è l&#039;origine di ogni miseria?</strong><br />Greed is good? L&#039;avidità è buona o è l&#039;origine di ogni miseria?



Fino a poco tempo fa il motto degli speculatori finanziari era: &quot;greed is good&quot;, l&#039;avidità è buona.

In realtà mi sto convincendo del contrario. Non sono un economista, ma il motto lavorare poco e guadagnare molto non credo essere più di attualità. Le alchimie finanziarie hanno rivelato il loro fiato corto. Dobbiamo invece ritornare al lavoro, all&#039;umile, paziente e semplice lavoro. E&#039; il lavoro che produce ricchezza, l&#039;avidità invece miseria.

Il fine della finanza deve essere il sostegno all&#039;impresa e quindi al lavoro, mentre oggi si lavora per mantenere una finanza sempre più avida. Ma l&#039;avidità è giunta al suo capolinea e i maghi della speculazione si sono rivelati per quello che sono, venditori di fumo.

Nel Medioevo l&#039;usura era considerata un peccato. Produrre denaro da altro denaro era ritenuto contro la natura delle cose e immorale. Pur con gli opportuni distinguo, tale convincimento aveva una sua &quot;ratio&quot;. Il baricentro dell&#039;etica economica era considerato il lavoro, non il denaro.

Ad esempio, l&#039;avvento dell&#039;Euro, specie in Italia, ha fatto raddoppire i prezzi. Molti hanno visto in ciò una opportunità di speculazione e il risultato è stato  costruire un tenore di vita e un livello di spesa che alla lunga si è rivelato insostenibile. Il risultato, dovuto anche a tante altre cause, è che non ci sono più soldi. Mancando i soldi vi è stata una contrazione degli acquisti e da qui il raffreddamento della vita economica, quindi la diminuzione della produzione e del lavoro. I soldi vanno dove i prodotti costano meno, in particolare verso la Cina e i paesi cosiddetti &quot;BRICS&quot;, economie emergenti. La loro povertà si è rivelata una opportunità e la nostra ricchezza una disgrazia. Siamo diventati vittime della nostra forza. Una volta si svalutava la &quot;Lira&quot; per aumentare le esportazioni, oggi non è più possibile, anzi l&#039;Euro è addirittura più forte del Dollaro. Ma perchè una moneta così forte quando sta montando la disoccupazione e quindi la povertà in Europa? Cui prodest?

Lancio una provocazione: dimezzare i prezzi per raddoppire il lavoro.

Nella mia attività professionale autonoma ho adottato questa linea, rischiando, proprio nel 2009. L&#039;operazione ha funzionato. Nell&#039;anno &quot;horribilis&quot; ho in questo modo raddoppiato il lavoro, certo mantenedo costanti le entrate, ma si è innescato in questo modo un circolo virtuoso. L&#039;economia è un pò come la viabilità. Il pericolo numero uno della circolazione stradale è che il flusso si fermi. Quando qualcuno mi dice che manca il lavoro, gli rispondo in modo brutale che è una balla! Non manca il lavoro, ma l&#039;umiltà. Quanti italiani vediamo sulle impalcature o nei campi, fare le badanti o alzarsi alle 4 di mattina per fare le pulizie? Stanno scomparendo le botteghe artigianali e metà delle bancarelle dei mercati sono ormai cinesi. Il lavoro parla sempre più straniero.

Ci siamo un pò tutti ammalati di avidità e per guarire dobbiamo tornare ad attraversare la &quot;porta stretta&quot; del lavoro.

Riscoprire le virtù civili del lavoro. Riscoprire le potenzialità di una vita più sobria. Riconosciamo di avere vissuto al di sopra delle nostre possibilità e facciamo verità in noi stessi, anche perchè il periodo delle &quot;cicale&quot; è finito e tornano di moda le vincenti protagoniste di sempre: le &quot;formiche&quot;. Le umili e operose formiche.

Cordiali saluti.



Glauco Santi

glc.snt@libero.it]]></description>
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			<title>Manifesto valoriale per un partito laico e di ispirazione cristiana</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/manifesto_valoriale_per_un_partito_laico_e_di_ispirazione_cristiana_5625374.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Manifesto valoriale per un partito laico e di ispirazione cristiana</strong><br />Manifesto valoriale per un partito laico e di ispirazione cristiana



Che cosa si intende per partito di ispirazione cristiana? Già Luigi Sturzo ricordava che la fede è universale, mentre il partito, come dice la parola stessa, è parziale. Come è possibile mettere insieme l&#039;universale e il particolare? Già nel Vangelo si dice &quot;date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio&quot;, affermando così la laicità della politica. La politica, cioè, non come affermazione confessionale, ma laica. Il cristianesimo si pone così, fin dal suo esordio, a favore della laicità dell&#039;azione politica e contro la tendenza alla sacralizzazione e assolutizzazione della politica: l&#039;imperatore non è Dio. La politica deve avere perciò dei limiti. Ispirazione cristiana si oppone anche a una visione integralista e fondamentalista, quasi che si possa dedurre automaticamente dai princìpi cristiani o dal Vangelo, le soluzioni applicative, concrete e operative che la vita di ogni giorno richiede. La politica è autonoma dalla religione, infatti ha leggi sue proprie, ma non è autonoma dalla morale. Il riferimento della politica è l&#039;uomo. Teniamo altresì presente che lo stesso concetto di persona umana, che sta alla base della civiltà occidentale, nasce storicamente, culturalmente e originariamente all&#039;interno dei primi secoli della nostra cristianità e in modo particolare in relazione al dibattito sulla Trinità ( stessa Sostanza e distinzione di Persone ). L&#039;avvenimento cristiano, che vede Gesù al centro, cambia la storia. L&#039;incontro con Gesù cambia la vita e le relazioni. E il cambiamento avviene in primis nella mentalità. Si vedono le cose e le persone in un modo diverso. E soprattutto le si vedono in modo &quot;più umano&quot;. La riflessione sulle implicazioni sociali che l&#039;impatto dell&#039;avvenimento cristiano ha avuto, in questi duemila anni di storia, si chiama Dottrina Sociale della Chiesa. Dal punto di vista scolastico essa ha origine con la Enciclica &quot;Rerum Novarum&quot;, sulla questione operaia, di Leone XIII nel 1891, ma era già presente evidentemente anche prima. La Dottrina Sociale perciò fa parte integrante dell&#039;insegnamento della Chiesa. La Comunità cristiana è quindi Madre e Maestra. Il cattolico, nel suo impegno socio-politico, non può non far riferimento a questo immenso tesoro di saggezza. La Dottrina Sociale ovviamente si occupa di princìpi; alla libertà e alla coscienza del laico credente la declinazione operativa nel concreto dell&#039;attualità, in un legittimo pluralismo di scelte, purchè esse non siano in contrasto con i princìpi della Dottrina stessa. E qui l&#039;importanza del &quot;Maestro interiore&quot; alla coscienza che è lo Spirito Santo. L&#039;arte laica della politica ha come fine il bene comune, che come dice la &quot;Gaudium et Spes&quot; al n.26 è &quot;l&#039;insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente&quot;. E&#039; il permettere quelle condizioni attraverso cui possa avvenire la realizzazione e la felicità della persona. L&#039;arte politica, perchè non rimanga astratta, necessita di un luogo particolare dove possa svilupparsi e questo è il partito politico. Senza un partito politico si può fare cultura, formazione o dibattito, ma non si può fare compiutamente politica. Il partito è sede di elaborazione di idee e di confronto, ma soprattutto è luogo in cui si selezionano e si preparano i candidati da presentare a elezioni locali, nazionali o europee. Quando avviene l&#039;elezione nei vari parlamenti o consigli, rimane sempre la relazione col partito, ma prevale, per la legge dello Stato, il cosiddetto &quot;senza limiti di mandato&quot;, per cui uno rimane eletto, ma ad es. può cambiare partito oppure abbandonare il partito di provenienza. L&#039;eletto entra nelle istituzioni dello Stato, nel cosiddetto &quot;potere legislativo&quot; e rappresenta non solo il partito, ma soprattutto la totalità dei cittadini. Un cattolico può legittimamente scegliere la militanza sia in un partito che si richiami alla Dottrina Sociale Cristiana, come lo sono i partiti di tradizione democristiana, sia in un partito che non si richiami esplicitamente ad essa, purchè, tale partito, non sia contario a tale Dottrina. In linea teorica la militanza in un partito che si richiami esplicitamente alla Dottrina Sociale della Chiesa dovrebbe rendere più facile la coerenza del laico cattolico ai suoi valori, e ci si augura che ciò possa avvenire anche in pratica. Al di là di una legittima e plurale scelta, per un laico cattolico, credo che oggi sia prioritario interrogarsi sul metodo, affinchè si crei una nuova generazione di politici, come ormai è auspicato insistentemente da più parti. Bisogna ripensare anche la cosiddetta unità dei cattolici in politica, che sebbene non obbligatoria, tuttavia non è neppure vietata. Oggi è urgente un rinnovamento nella sostanza, oltre che nella forma, perchè possa essere riscoperto il gusto della partecipazione popolare per essere protagonisti, come cittadini della Polis democratica, in vista della realizzazione del bene comune. Il cuore della questione sociale è soprattutto l&#039;educazione. La questione educativa è &quot;conditio sine qua non &quot; per un rinnovamento sostanziale della vita socio-politica. Il mondo cattolico ha una grande responsabilità in ciò, ma anche vaste potenzialità e risorse. E&#039; necessario riscoprire una metodologia di base. Quale? Credo che la riflessione sulla Dottrina Sociale della Chiesa debba vedere come protagonisti gruppi di laici che si riuniscono periodicamente per un suo approfondimento, nelle associazioni, nei movimenti, nei quartieri, ovunque. Dai princìpi, propri di tutte le dottrine, poi bisogna passare alla declinazione operativa, al confronto con la varietà dei problemi della vita quotidiana, fatta sotto la propria responsabilità individuale o come gruppo. Poi, dopo la fase formativa, passare alla fase informativa. Comunicare pubblicamente la propria posizione, con il proprio nome e cognome, metterci cioè &quot;la faccia&quot;, e preparare così il consenso in vista di una possibile candidatura che necessariamente deve essere fatta attraverso un partito politico in una campagna elettorale. Ai partiti, a questo punto, la grave responsabilità di dare spazio e candidature a coloro che, dalla società e nella politica, intendono portare un rinnovamento ormai non più ulteriormente procrastinabile.

Cordiali saluti.



Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
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			<title>E ora parliamo di Salario Familiare...  Dottrina Sociale della Chiesa e Salario.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/e_ora_parliamo_di_salario_familiare_dottrina_sociale_della_chiesa_e_salario_4263202.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>E ora parliamo di Salario Familiare...  Dottrina Sociale della Chiesa e Salario.</strong><br />E ora parliamo di &quot;Salario Familiare&quot;.

La Dottrina Sociale della Chiesa e il &quot;Salario Familiare&quot;.



Nell&#039;Enciclica Quadragesimo Anno, scritta da Papa Pio XVI, nel 1931, commemorando il quarantennale della Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, del 1891, si affronta il tema del &quot;Salario Familiare&quot;.

Nel paragrafo 72 così si dice: &quot;In primo luogo all&#039;operaio si deve dare una mercede che basti al sostentamento di lui e della sua famiglia...Bisogna dunque fare di tutto perchè i padri di famiglia percepiscano una mercede tale che basti per provvedere convenientemente alle comuni necessità domestiche. Che se nelle presenti circostanze della società ciò non sempre si potrà fare, la giustizia sociale richiede che s&#039;introducano quanto prima quelle mutazioni che assicurino ad ogni operaio adulto siffatti salari&quot;.



Dr.Glauco Santi

Consigliere Quartiere Pablo

Parma



glc.snt@libero.it



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			<title>Primavera araba o autunno fondamentalista?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/primavera_araba_o_autunno_fondamentalista_6455843.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Primavera araba o autunno fondamentalista?</strong><br />Primavera araba o autunno fondamentalista?



 I 36 cristiano copti uccisi in Egitto e i già centomila fuggiti e profughi all&#039;estero confermano purtroppo le previsioni. La stessa cosa è successa in Iraq. Già Magdi Cristiano Allam metteva in guardia l&#039;europa dai facili e superficiali entusiasmi. Ma non è stato ascoltato. La cosiddetta &quot;primavera araba&quot; si sta progressivamente trasformando in un &quot;autunno fondamentalista islamico&quot;. Si sta sempre più parlando di &quot;Sharia&quot; nelle Costituzioni dei vari paesi del Nord Africa. L&#039;Europa, palesemente sempre più relativista, ha aperto le porte al fondamentalismo in cambio delle fonti di energia che le garantiscono il mantenimento di un certo tenore di vita economico. L&#039;esempio della Libia è eclatante. Una guerra palesemente neocoloniale che però ha visto la convergenza degli interessi occidentali con quelli dei fondamentalisti.

Con la &quot;Sharia&quot; al potere in Nord Africa chi avrà ancora il coraggio di affermare che è stata esportata la democrazia?

La guerra contro la Libia aveva come primo obiettivo gas e petrolio, e questo i fondamentalisti lo sapevano bene.

Con la &quot;Sharia&quot; in cambio di petrolio l&#039;Europa sta giocando col fuoco...

Cordiali saluti



Glauco Santi
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		<item>
			<title>XXXIV Giornata per la Vita Italiana: "Giovani aperti alla vita"</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/xxxiv_giornata_per_la_vita_italiana_giovani_aperti_alla_vita_6685478.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>XXXIV Giornata per la Vita Italiana: &quot;Giovani aperti alla vita&quot;</strong><br />XXXIV Giornata per la Vita Italiana: &quot;Giovani aperti alla vita&quot;



Per costruire una società amica della vita occorre una cultura amica della vita. Per questo il tema dell&#039;educazione si rivela essere oggi sempre più centrale e decisivo. E&#039; lì la vera sfida, affascinante e impegnativa allo stesso tempo.

Senza educazione non si può fare nulla. L&#039;educazione è la vera scuola di vita. Tutti necessitano di essere educati, ma in particolar modo i giovani.

Un motto dice: &quot; Le parole muovono, ma gli esempi trascinano&quot;.

La vera educazione nasce quindi da una testimonianza fattiva ed operosa. Per questo, per educare le giovani generazioni, occorrono adulti che vivano già le virtù, sia a livello personale che pubblico.

La vita è un valore di fondamento senza la cui base non si può costruire assolutamente nulla.

La pseudo-cultura eutanasica e abortista che ammorba l&#039;aria attorno nasce da un pensiero privo di speranza e di fiducia nella vita umana e nel suo futuro.

A tale visione pessimistica associazioni, movimenti e singoli cittadini, cattolici e laici, hanno fatto in questi anni resistenza per testimoniare, con parole e con fatti, che la vita è bella e che non è un lusso che solo particolari categorie di persone possono permettersi.

Fra questi spicca il meritorio Movimento per la Vita italiano e gli innumerevoli Centri di Aiuto alla Vita sparsi su tutto il territorio nazionale che in questi anni hanno aiutato, spesso in modo discreto ma fattivo, più di centomila madri a portare a compimento la loro gravidanza e a dare alla luce i loro figli, vera gioia e ricchezza di ogni famiglia.

Tali famiglie chiedono alle istituzioni, nazionali e locali, non di essere sostituite bensì aiutate attravero politiche che facciano nascere il desiderio di generare nuova vita attraverso sostegni alla maternità e alla educazione.

Domenica 20 maggio 2012 si terrà a Roma il &quot;Life-Day&quot; in cui associazioni e movimenti pro-life, italiani e non solo, si daranno appuntamento per testimoniare, anche pubblicamente, il proprio &quot;Sì&quot; alla vita e al suo futuro.

Cordiali saluti.



dr.Glauco Santi
]]></description>
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		<item>
			<title>Prof.ssa Carla Gnappi: Riflessioni su Halloween</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/prof_ssa_carla_gnappi_riflessioni_su_halloween_3921711.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Prof.ssa Carla Gnappi: Riflessioni su Halloween</strong><br />Oggi é il 31 ottobre e si sente spesso dire, sia nell&#039;ultimo giorno di ottobre che nel primo di novembre, specialmente da bambini e giovani, &quot;Oggi é Halloween.&quot; Vedo lo stesso equivoco anche nella stampa. La confusione merita una duplice riflessione, di tipo linguistico e culturale. In primo luogo, &quot;Halloween&quot;, contrazione di &quot;All Hallows&#039; Eve&quot; (= Vigilia di Tutti i Santi) é, sì, il 31 Ottobre, ma vediamo con che significato. In senso stretto, é la sera, notte che precede Tutti i Santi. La festa, di origine Irlandese, celebra la vigilia di Ognissanti, sostituendo la visione cristiana dell&#039;aldilà, e la fede nella Comunione dei Santi, a una visione  pagana della morte,  e alle credenze legate alla fine dell&#039;anno così come la vivevano i Celti (abitanti delle Isole Britanniche prima della conquista romana, che non arrivò in Irlanda, motivo per cui la civiltà celtica vi prosperò lasciando segni profondi nella cultura irlandese). In verità, la festa celtica non aveva in sé nulla di &quot;horror&quot;, ma celebrava il sacro vincolo tre i vivi e i defunti. Nel calendario cristiano, l&#039;1 e il 2 novembre sono giorni in cui si rimarca la via alla santità (col passo evangelico delle &quot;Beatitudini&quot;) e si professa la convinzione della vita oltre la morte grazie a Cristo Risorto.

La festa, trasferita in America con gli emigrati irlandesi nell&#039;Ottocento, ha progressivamente perso i suoi connotati cattolici e ha assunto un aspetto commerciale nella migliore delle ipotesi, con accento su aspetti paurosi  estranei all&#039;origine della festa, e connotati dichiaratamente anticristiani, anche blasfemi, nella peggiore. Ora, il primo giorno di Novembre, già primo giorno dell&#039;anno celtico, é il giorno di Ognissanti, di tutti i santi, dell&#039;aldilà e di questa terra. Non é una specie di carnevale in cui vestirsi, preferibilmente da streghe, scheletri e simili. Passino innocenti carnevalate, e ben vengano lodevoli giornate di animazione dedicate ai bambini,  ma diamo ai Celti quello che é dei Celti (meglio se senza devianze &quot;horror&quot;) e a Dio quello che é di Dio. 



Carla Maria Gnappi


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		<item>
			<title>Veglia di San Silvestro della Comunità Francofona di Parma</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/veglia_di_san_silvestro_della_comunita_francofona_di_parma_7788083.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Veglia di San Silvestro della Comunità Francofona di Parma</strong><br /> Veglia di San Silvestro della Comunità Francofona di Parma
 
Nella passata notte di San Silvestro cattolici italiani e africani hanno vegliato insieme nella preghiera. L’universalismo della fede cristiana e del vangelo sono da sempre un potentissimo fattore di unità e di speranza. Presso la Parrocchia di Santa Maria della Pace di Parma si è svolta la ormai tradizionale Grande Veglia di fine e inizio Anno organizzata dalla Comunità cattolica africana francofona di Parma. Da sempre, nelle tradizioni di tutti i popoli, i momenti forti dell’anno sono scanditi e preparati dalle veglie notturne. È possibile passare una intera notte in preghiera al giorno d’oggi? Vedere centinaia di persone di ogni etnia che cantano, pregano, danzano nella fede, ascoltano insegnamenti e brindano nella convivialità ringraziando Dio per l’anno 2012 appena trascorso e per il 2013 a venire, nel vedere tutto ciò, la risposta è un Sì senza esitazione. Sì, ancora oggi vi è una fortissima domanda di preghiera e di sincera e viva spiritualità. La fede non conosce tramonto e gode incredibilmente di una nuova primavera. Sì, anche oggi una nuova fraternità senza frontiere fiorisce da un cristianesimo che pare non conosca età, se non l’età dello Spirito. Sono arrivati dalla Francia, un sacerdote domenicano da Gerusalemme, altri da varie città italiane. Presenti numerosi italiani di Parma e provincia, alcuni dei quali si sono prodigati nella animazione musicale con canti della spiritualità carismatica. Questa veglia ha da subito avuto un respiro internazionale, la stessa preghiera e i vari insegnamenti si sono svolti sia nella lingua francese che italiana. La Veglia infine ha avuto termine prima dell’alba con la Santa Messa. Ci si scambia gli ultimi auguri e poi via, insieme, per le strade del mondo, le strade dell’amore, strade che non conoscono nè conosceranno mai alcuna frontiera.
www.glaucosanti.it
http://glaucosanti.wordpress.com]]></description>
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		<item>
			<title>Jonathan Mezzadri: I modelli dei giovani</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/jonathan_mezzadri_i_modelli_dei_giovani_4011574.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Jonathan Mezzadri: I modelli dei giovani</strong><br />Cari amici, care amiche,
oggi voglio affrontare un tema a me molto caro, la questione dei modelli giovanili.
È un tema a me molto caro in quanto ventunenne che vive il mondo dei giovani quotidianamente.
Oggi purtroppo noi giovani viviamo in un mondo dell’apparenza, dove quello che conta non è quello che sei, ma quello che appari, dove tutto ciò che conta è fare parte della massa, spersonificando l’individuo perché una persona fuori dalla massa può essere pericolosa.
Ma andiamo per gradi.
I giovani oggi si trovano di fronte a modelli dove tutto è estremizzato, dove ciò che conta è essere belli, ricchi e di successo, e quindi li prendono ad esempio essendo bombardati da giornali, pubblicità e televisioni.
Se facciamo un analisi più approfondita possiamo comunque notare come coloro che scelgono i modelli da far apparire sui media siano persone di generazioni successive alla nostra che abbiano un unico obbiettivo: il profitto.
Non è il profitto un male in se, ma lo diventa quando si vuole tutto e subito, senza aspettare i vari passi che un impresa deve affrontare.
Ormai vediamo quanta fila cè per i provini del Grande fratello o di Amici, tutti vogliono il successo e la ricchezza con facilità e senza fatica.
Ma la ricchezza e il successo ottenuti così sono effimeri, durano per uno, due anni al massimo, lasciando le persone in uno stato di disperazione nel momento che devono tornare alla vita normale dopo essere stati illusi di poter vivere ammirati e agiati per il resto della vita, è quindi un’arma a doppio taglio.
Fa parte della cultura moderna ciò che ho appena affermato, ma la via per ottenere un benessere continuativo nel tempo è una sola: impegno, dedizione, fatica e spirito di sacrificio.
Spesso critichiamo le persone che hanno determinate cariche, come i politici per citare una categoria, ma senza fare niente, ma proprio niente per migliorare quello che secondo noi non va.
È più facile farsi i fatti propri e criticare che uscire di casa ed impegnarsi per vedere realizzate le nostre idee positive per il mondo.
Oggi uscire dalla massa è pericoloso dicevo, infatti finché si è nel gruppo non si è criticati, si è tutti omogenei ma soprattutto si è facilmente controllati, cosicché ognuno possa controllare che nessuno abbia più successo dell’altro, viviamo un po’ il problema dell’uguaglianza estrema di cui parla Tocqueville.
Si all’uguaglianza dei diritti, no all’uguaglianza delle persone.
Se facessimo un rapido sondaggio tra i giovani vedremmo come le persone ammirano più una persona che lavora in tv solo ed esclusivamente per la bellezza piuttosto che uno scienziato od un economista di fama mondiale.
Ciò mi preoccupa.
Noi tutti, da me ventunenne alla persona più matura che legga queste righe, dobbiamo portare avanti i nostri valori, indipendentemente dalla visione che abbiamo del mondo, ma purchè siano valori veri e sentiti, solo così (anche se sono diversi il confronto di idee è sempre un fattore positivo e di crescita personale) vedremo come ci sarà un netto miglioramento della sfera individuale e globale delle persone.
 
Un sentito ringraziamento va a Glauco Santi per la disponibilità e la collaborazione continua che mi offre.
 
 
Jonathan Mezzadri
jonathanmezzadri@libero.it]]></description>
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			<title>Parma.Domenica 10 Aprile Giornata Mondiale dell'Omeopatia. Dr.Glauco Santi</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Parma.Domenica 10 Aprile Giornata Mondiale dell&#039;Omeopatia. Dr.Glauco Santi</strong><br />Parma. Domenica 10 Aprile: Giornata Mondiale della Medicina Omeopatica. Dr.Glauco Santi



Parma. Domenica 10 Aprile 2011 si è svolta la Giornata Internazioale della Medicina Omeopatica scoperta dal medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843).

Il modello epistemiologico, relativo cioè alla filosofia della scienza, a cui si ispira tale approccio terapeutico, è di tipo vitalistico e non meccanicistico, utilizzando la logica del &quot;similia similibus curentur&quot;. In questa sede non voglio approfondire le relative implicazioni scientifiche e filosofiche, non ce ne sarebbe lo spazio e il tempo necessario. Ci troviamo sicuramente di fronte a una medicina su cui, come accade per altre pratiche complementari come l&#039;agopuntura e la fitoterapia, vi è un forte dibattito professionale fra fautori e detrattori. La si pensi come si vuole la medicina omeopatica va avanti. In campo pediatrico, nel solo nord-ovest al 46% dei bambini vengono somministrati rimedi omeopatici. Nel 2002 è stata riconosciuta come &quot;Atto Medico&quot; dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Sta inoltre prendendo sempre più piede in ambito veterinario. Il Ministro della Salute Fazio ha recentemente affermato che i farmaci omeopatici entreranno nel Prontuario ma non saranno a carico del Sistema Sanitario Nazionale, creando una classe apposita di registrazione definita &quot;O&quot;. Secondo l&#039;ultimo rapporto Eurispes 2010 sono circa 11 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso, nel 2009, alle medicine non convenzionali, in primis l&#039;omeopatia. Credo che oggi, al di là del proprio convincimento, la scelta di una qualsiasi forma di terapia debba basarsi su una ben precisa e adeguata informazione, perciò ben vengano tali iniziative di sensibilizzazione pubblica come la Giornata Mondiale dell&#039;Omeopatia, con l&#039;augurio che non si abbia mai bisogno nè della medicina convenzionale nè di quella non convenzionale.

Cordiali saluti.



Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
]]></description>
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			<title>Per l'Italia tempo utile per riforme e rinnovamento sociale e politico</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Per l&#039;Italia tempo utile per riforme e rinnovamento sociale e politico</strong><br />Per l&#039;Italia tempo utile per riforme e rinnovamento sociale e politico



Alcuni brani tratti dalla Prolusione del Card. Angelo Bagnasco, aprendo a Roma il Consiglio Permanente della CEI (tratto da Avvenire del 28 settembre 2010)



Sconcerto e acuta pena per le discordie.



6. Nel nostro animo di sacerdoti, siamo angustiati per l&#039;Italia. È anche il

nostro Paese, vi sono radicate le nostre Chiese, ci vivono i nostri fedeli,

da secoli vi risuona il Vangelo, con il quale saremmo pronti a dare la

nostra stessa vita (cfr 1Ts 2,8). Anche a noi è capitato di vivere,

nell&#039;ultimo periodo, momenti di grande sconcerto e di acuta pena per

discordie personali che, diventando presto pubbliche, sono andate assumendo

il contorno di conflitti apparentemente insanabili; e questi sono diventati

a loro volta pretesto per bloccare i pensieri di un&#039;intera Nazione, quasi

non ci fossero altre preoccupazioni, altri affanni. Siamo angustiati per

l&#039;Italia. Non per un&#039;idea o l&#039;altra - comunque astratte - dell&#039;Italia, ma

per l&#039;Italia concreta, fatta di persone e comunità, ricca di risorse umane,

avvezze a lavorare senza il timore della fatica, capaci di intraprendere e

di creare, di applicarsi senza tregua, con fantasia e dedizione. Nazione

generosa e impegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente, facendo

fruttare al meglio sforzi e ingegno; che non si porta a compimento, in

particolare in ciò che è pubblico ed è comune. Anche l&#039;innegabile influsso

di una corrente di drammatizzazione mediatica, che sembra dedita alla

rappresentazione di un Paese ciclicamente depresso, finisce per condizionare

l&#039;umore generale e la considerazione di sé.





Dovremmo invece essere stabilmente capaci della giusta auto-stima, senza

cesure o catastrofismi, esattamente così come si è ogni giorno dedicati al

lavoro che dà sostentamento alla propria famiglia. La verità delle

situazioni non si sottomette a semplificazioni unilaterali, e spesso

richiede un processo complesso e discreto, mentre in troppi si accontentano

di piccole porzioni di verità, reali ma limitate, assolutizzate e urlate. A

momenti, sembriamo appassionarci al disconoscimento reciproco, alla

denigrazione vicendevole, e a quella divisione astiosa che agli osservatori

appare l&#039;anticamera dell&#039;implosione, al punto da declassare i problemi reali

e le urgenze obiettive del Paese. Alla necessaria dialettica si sostituisce

la polemica inconcludente, spingendosi fino sull&#039;orlo del peggio. Poi, alla

vista dell&#039;esito estremo, si raddrizza il tiro, ci si riprende; si tira un

respiro di sollievo per scampato pericolo, finendo tuttavia - altro guaio -

per tenere uno sguardo affezionato a quello che in precedenza era stato il

campo di battaglia. Si preferisce indugiare con gli occhi tra le macerie,

cercare finti trofei, per tornare a riprendere quanto prima la guerriglia,

piuttosto che allungare lo sguardo in avanti, disciplinatamente orientato

sugli obiettivi comuni, per i quali è richiesta una dedizione persistente e

convergente.





Riforme indispensabili, stile necessario.



7. Nonostante alcuni risultati nel tempo, la nostra amata Italia sembra, su

alcuni fronti, tornare sempre al punto di partenza: istruisce i problemi,

comincia a metter mano alle soluzioni, ma non riesce a restare concentrata

sull&#039;opera fino a concluderla. Da decenni si parla di riforme, le si

scandisce, e - tuttavia - quando saranno varate? Quando si arriverà al

confronto serio e decisivo, quello che non è perdita di tempo, ma ricerca

della mediazione più alta e sollecita possibile? Il Paese non può

attardarsi: povero di risorse prime, più di altri deve far conto

sull&#039;efficienza del sistema e su una sempre più marcata valorizzazione delle

risorse umane. Bisogna, per questo, avviare meccanismi di coinvolgimento e

di partecipazione non fittizi. Qui, qualche interessante segnale c&#039;è,

seppure molte restano ancora le resistenze. Le sfide derivanti dalla

globalizzazione impongono una quota di flessibilità e adattabilità che non

può essere artificiosamente ostacolata, ma neppure strumentalmente usata per

indebolire la dignità di chi lavora.





Se partecipazione si vuole, ed è sempre più necessaria, occorre che vi siano

i requisiti perché ogni parte in causa esprima il meglio - non il peggio -

di sé. È il momento di deporre realmente i personalismi, che mai hanno a che

fare con il bene comune, e di mettere in campo un supplemento di reciproca

lealtà e una dose massiccia di buon senso per raggiungere il risultato non

di individui, gruppi o categorie, ma del Paese. La fiducia che i cittadini

esprimono verso chi li rappresenta è un onore e una responsabilità che non

ammette sconti di nessun tipo. Cambiare si può. Le famiglie reagiscono, le

persone crescono, e anche la collettività può farlo nella misura in cui

comprende che l&#039;esito di progresso diventa pane condiviso. E bisogna far

presto! Il nostro vigoroso invito a rilevare la moralità intrinseca ai

processi di innovazione non nasconde alcun conformismo. Lo facciamo non per

un&#039;idea esorbitante del nostro ruolo, ma per il comandamento che impone

anche a noi di amare Dio sopra ogni cosa, e insieme - ma è solo l&#039;altra

faccia della medaglia - di difendere chi è indifeso, sia che si veda sia che

non si veda ancora. Bisogna comprendere che se si ritardano le decisioni

vitali, se non si accoglie integralmente la vita, se si rinviano senza

giusto motivo scadenze di ordinamento, se si contribuisce ad apparati

ridondanti, se si lasciano in vigore norme non solo superate ma dannose, se

si eludono con malizia i sistemi di controllo, se si falcidia con mezzi

impropri il concorrente, se non si pagano le tasse, se si disprezza il

merito... si è nel torto, si cade nell&#039;ingiustizia. Ma lo scopo di ogni

partecipazione politica è proprio la giustizia, e per questo occorre

produrre lo sforzo necessario - cui la Chiesa non mancherà moralmente di

contribuire - per superare la logica del favoritismo, della non trasparenza,

del tornaconto. A tutela della società ci sono le forze dell&#039;ordine, ma è

vile scaricare su di loro ciò che meglio si risolve attraverso relazioni

sociali vigili e coscienziose. Quando le risorse si fanno più misurate,

anche gli sprechi e il lusso ostentato diventano meno tollerabili. In

qualunque campo, quando si ricoprono incarichi di visibilità, il contegno è

indivisibile dal ruolo.





Quando si ha responsabilità di scrittura o di parola pubblica, si può essere

penetranti senza sfiorare il sopruso o scivolare nella contesa violenta. Il

linguaggio in uso nella scena pubblica deve essere confacente a civiltà ed

educazione. Fa malinconia l&#039;illusione di risultare spiritosi o più

&quot;incisivi&quot;, quando a patire le conseguenze è tutto un costume generale.

Svuotare le parole, o renderle equivalenti quando non lo sono, è - a modo

suo - un furto. Come Vescovi, sentiamo di dover esprimere stima e

incoraggiare quanti si battono con abnegazione in politica; facciamo

pressione perché si sappiano coinvolgere i giovani, pur se ciò significa

circoscrivere ambizioni di chi già vi opera. Ai cattolici con doti di mente

e di cuore diciamo di buttarsi nell&#039;agone, di investire il loro patrimonio

di credibilità, per rendere più credibile tutta la politica. Lasciamo

volentieri ai competenti il compito di definire i modi di ingaggio e le

regole proprie della convivenza. A noi tocca però segnalare come una «città»

la si costruisca tutti insieme, dall&#039;alto e dal basso, in una sfida che non

scova alibi nella diserzione altrui. Le maturazioni generali hanno bisogno

di avanguardie: ognuno deve interrogarsi se è chiamato a un simile compito.


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		<item>
			<title>Stato vegetativo o di minima coscienza?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/stato_vegetativo_o_di_minima_coscienza_3881025.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Stato vegetativo o di minima coscienza?</strong><br />Il 26 marzo scorso il Senato della Repubblica Italiana approvò &quot;Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento&quot; e in questi giorni inizia l&#039;iter alla Camera dei Deputati su questo stesso tema.

Dopo il dramma del caso della Signora Eluana Englaro è legittima una domanda: quale sarà, d&#039;ora in poi, la sorte delle persone che finiscono nel cosiddetto &quot;Stato Vegetativo&quot;?

Al di là di quelle che potrebbero essere le diverse opinioni personali, voglio porre all&#039;attenzione un articolo apparso recentemente su una importante rivista scientifica del settore. (&quot;Diagnostic accuracy of the vegetative and minimally conscious state: Clinical consensus versus standardized neurobehavioral assessment&quot;, BMC Neurology 2009, 9:35, del 21.07.09, Schnakers, Vanhaudenhuyse,Giacino,Ventura,Boly,Moonen,Laureys).

In tale studio si afferma che il 40 per cento dei pazienti ritenuto in &quot;Stato Vegetativo&quot; erano in realtà in uno &quot;Stato di Minima Coscienza&quot; e che il 10 per cento dei pazienti ritenuti in &quot;Stato di Minima Coscienza&quot; erano ormai capaci di comunicare, anche se i loro medici non se ne erano accorti. Non si era cioè fatta una diagnosi accurata.

Il termine &quot;Stato Vegetativo&quot; non mi è mai piaciuto. Storicamente il definire una persona con un appellativo non-umano (come &quot;vegetale&quot; o &quot;animale&quot;) é stato spesso la premessa per operazioni miranti alla sua soppressione. Cambiare il nome fa&#039; sentire forse meno in colpa.

Facciamoci invece, per un attimo, prendere dal sano e laico dubbio di trovarci di fronte, non a uno &quot;Stato Vegetale&quot;, ma a uno Stato di Coscienza, seppur Minima.

Non vegetali, ma persone.

Cordiali saluti.



Glauco Santi







 ]]></description>
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		<item>
			<title>L'on.Paola Binetti lascia il Partito Democratico e aderisce all'UDC. Bingo!</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/l_on_paola_binetti_lascia_il_partito_democratico_e_aderisce_all_udc_bingo_4676930.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>L&#039;on.Paola Binetti lascia il Partito Democratico e aderisce all&#039;UDC. Bingo!</strong><br />L&#039;on.Paola Binetti abbandona il Partito Democratico e aderisce all&#039;Unione di Centro di Casini.



Mentre sto scrivendo, da poche ore, le Agenzie di stampa stanno diramando la notizia che l&#039;on.Paola Binetti ha abbandonato ufficialmente il Partito Democratico e ha aderito all&#039;Unione di Centro. Il PD ha scelto una deriva decisamente di tipo radicale, tra l&#039;altro estranea anche alla propria tradizione socialista. La mentalità radicale nasce storicamente dal mondo liberale e ne rappresenta una deformazione: l&#039;individuo e le sue scelte come una sorta di criterio assoluto, sganciato, però, da un minimo di riferimento, sia ad una verità oggettiva, come il rispetto della legge naturale, sia a valori di &quot;relazione con l&#039;altro&quot;, come avviene nel principio di solidarietà. Il PD sta franando, e il principale catalizzatore di questo continuo movimento &quot;tellurico&quot; è da attribuire principalmente all&#039;ideologia radicale che il PD, ormai da anni, si sta iniettando all&#039;interno delle &quot;vene&quot; della propria politica, protesa a una sopravvivenza puramente numerica, dopo il dissolvimento comunista. L&#039;ho sempre detto che l&#039;ideologia radicale &quot;puzza di morte&quot;, dove va distrugge e non costruisce, come ha fatto per l&#039;aborto e vorrebbe fare con l&#039;eutanasia. L&#039;Unione di Centro, partito che esplicitamente fa riferimento alla dottrina sociale cristiana e al valore laico della legge naturale, diventa ora il punto di approdo imprescindibile per chi in Italia voglia far politica a partire da valori forti e veri, come il rispetto e la tutela della vita umana dal concepimento al suo naturale declino, come la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, ma anche a valori di solidarietà, profondamente incompatibili con l&#039;esasperato individualismo di matrice radicale. L&#039;adesione continua all&#039;UDC di un numero sempre crescente di parlamentari del PD, rappresenta il riconoscimento della serietà, affidabilità e autonomia della politica di tipo centrista, a fronte dei tentativi di logica autoritaria e palesemente secessionista dell&#039;attuale governo Bossi-Berlusconi. Come nel dopoguerra la Democrazia Cristiana di De Gasperi rappresentò per la maggioranza degli italiani una vera chance di pacificazione nazionale dopo decenni di lacerazione in un assurdo e disumano scontro fra destra e sinistra, così oggi la politica dell&#039;Unione di Centro rappresenta un futuro di moderazione, unità nazionale, ispirazione alla tradizione cristiana e imprescindibile laico realismo nella soluzione dei problemi in vista del bene comune.

Cordiali saluti



dr.Glauco Santi
]]></description>
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		<item>
			<title>Eros Center: No, grazie!  Periodicamente si riaccende il dibattito. Glauco Santi</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/eros_center_no_grazie_periodicamente_si_riaccende_il_dibattito_glauco_santi_4111432.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Eros Center: No, grazie!  Periodicamente si riaccende il dibattito. Glauco Santi</strong><br />Legalizzazione della prostituzione? No, grazie!

A 50 anni dalla &quot;Merlin&quot;.



Periodicamente si riaccende il dibattito sulla prostituzione e la sua eventuale legalizzazione. I partiti del &quot;voto utile...&quot; hanno al loro interno chi è favorevole e chi è contrario, e il risultato è che i partiti politici non hanno una linea precisa, ma ci sono tante opinioni contraddittorie che rendono &quot;inutile...&quot; l&#039;efficacia e l&#039;esistenza del partito stesso, infatti un partito è forte quando è unito.

Cinquant&#039;anni fa, una donna coraggiosa e combattiva, la Senatrice socialista Lina Merlin, riusciva a far approvare il 20 febbraio 1958, dal Parlamento italiano, la legge n. 75, dal titolo &quot;Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui&quot;. Lo stesso Governo italiano, sottoscrivendo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#039;Uomo (1948) che faceva obbligo agli Stati firmatari di reprimere la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione, si era impegnato in tal senso.

Famoso è il libro pubblicato dalla Merlin nel 1955, assieme a Carla Voltolina, dal titolo &quot;Lettere dalle case chiuse&quot;. Sono lettere spedite alla Merlin dalle sfortunate donne che vivevano nei bordelli italiani che descrivevano una esistenza di squallore e degrado.

Lina Merlin fu eletta nel 1946 all&#039;Assemblea Costituente e nel 1948 fu l&#039;unica donna a far parte del Senato, nella Prima legislatura della Repubblica Italiana.

Purtroppo 50 anni dopo, diversi personaggi del governo e dell&#039;opposizione cercano di vanificare quell&#039;opera preziosa.

All&#039;interno dell&#039;attuale governo ci sono varie anime e il Ministro Maroni, in passato, rilasciava dichiarazioni per l&#039;apertura di quartieri a luci rosse e il Ministro Carfagna dichiarava di essere contro la prostituzione di strada, ma favorevole a quella esercitata in case isolate. Da parte, invece, di alcuni esponenti dell&#039;opposizione, vi è un Disegno di Legge, in Senato, meno conosciuto, da parte di due Senatori del Partito Democratico, i Sen. Poretti e Perduca, di provenienza radicale. E&#039; il n.125, del 29 aprile 2008, l&#039;attuale Sedicesima legislatura.

L&#039;art. 1 così recita: &quot; L&#039;attività di prestazione di servizi sessuali remunerati fra persone maggiorenni consenzienti è riconosciuta secondo le disposizioni della presente legge. La legge 20 febbraio 1958 n. 75 (la &quot;Merlin&quot;) è abrogata&quot;.

L&#039;abolizione della &quot;Merlin&quot; è sempre una costante di chi voglia legalizzare la prostituzione.

Persone ragionevoli vi sono in tutti i partiti e ci auguriamo che possano prevalere. Auspichiamo l&#039;unione di tutti coloro, che in politica, si battono contro la prostituzione, sia sul versante legittimamente sanzionatorio, sia, soprattutto, sul versante del recupero e del reinserimento sociale delle persone che vogliano uscire da una condizione che va contro la dignità umana, sull&#039;esempio e la grande opera di Don Benzi, fondatore della comunità Giovanni XXIII, che si è sempre coraggiosamente opposto ad ogni forma di legalizzazione della prostituzione, liberando tantissime persone.

L&#039;UDC ha presentato un progetto di legge il 21 novembre 2007, n. 3267, alla Camera dei deputati, come primi firmatari gli on. Mazzoni e Volontè. Esso riprende alcuni punti e concetti della Proposta di legge di iniziativa popolare, n.6, presentata alla Camera dei deputati il 2 gennaio 2004 promossa dall&#039;Associazione Giovanni XXIII di Don Benzi.

Mazzoni e Volontè mirano a perfezionare le disposizioni normative attualmente in vigore.

Rimane vietato l&#039;esercizio di case di prostituzione, in quanto già previsto dall&#039;art.1 della &quot;Merlin&quot;, che rimane in vigore. Viene introdotto il divieto di prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico, prevedendo anche un regime sanzionatorio da applicare nei confronti dei &quot;clienti&quot;. Tuttavia considerato il forte collegamento esistente tra la prostituzione su strada e il fenomenno dello sfruttamento della prostituzione è stata prevista, al fine di impedire la criminalizzazione di persone che sono già vittime di gravi violenze, una specifica causa di non punibilità che esclude l&#039;applicazione della sanzione nei confronti di chi dimostra di essere stato spinto a prostituirsi contro la sua volontà. Si è inoltre deciso di punire coloro che consapevolmente compiono atti sessuali con persone ridotte in schiavitù; sanzioni più severe se vi è coinvolgimento di minori; l&#039;introduzione dell&#039;ipotesi criminosa dell&#039;associazione a delinquere; e soprattutto interventi di protezione sociale che mirino alla prevenzione e al recupero delle persone che vogliano emanciparsi da una condizione che va contro la dignità umana.





Glauco Santi




]]></description>
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		<item>
			<title>9 febbraio 2011: Prima Giornata Nazionale dedicata agli Stati vegetativi</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/9_febbraio_2011_prima_giornata_nazionale_dedicata_agli_stati_vegetativi_5666124.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>9 febbraio 2011: Prima Giornata Nazionale dedicata agli Stati vegetativi</strong><br />9 febbraio 2011: Prima Giornata Nazionale dedicata agli Stati Vegetativi



Mercoledì 9 febbraio, ricorrenza della morte di Eluana Englaro, si è celebrata la Prima Giornata Nazionale dedicata agli Stati Vegetativi, al fine di sensibilizzare l&#039;opinione pubblica sui nostri concittadini che versano in una condizione clinica di &quot;grande disabilità&quot;.

Negli anni &#039;50 i pazienti che subivano lesioni cerebrali acute che portavano a coma morivano nel giro di qualche giorno. Attualmente 150mila persone entrano in coma in seguito a trauma cranico: il 15% muore, il 10% riporta gravi lesioni neurologiche, lo 0,5% entra in stato vegetativo, il 74,5% recupera o resta con disabilità non gravi. Per gli &quot;ictus&quot; (malattie cerebrovascolari acute) ogni anno vengono colpite 180mila persone: il 20% muore, 10% ha gravi deficit neurologici, 1% entra in stato vegetativo e il 70% riprende la propria vita con qualche disabilità.

Il Coma è connotato dalla mancanza di consapevolezza e vigilanza. Lo Stato Vegetativo presenta la conservazione della vigilanza (il paziente ha gli occhi aperti e presenta il ritmo sonno veglia), mentre non evidenzia la consapevolezza di sè e dell&#039;ambiente (non essendo in grado di comunicare con l&#039;esterno). Esiste inoltre un altro quadro clinico definito &quot;Stato di Minima Coscienza&quot; che può anche rappresentare una evoluzione positiva dallo stato vegetativo verso la guarigione più o meno completa. Oggi tali stati vengono definiti più appropriatamente &quot;disturbi di coscienza prolungati&quot;. Attualmente disponiamo di quattro innovative tecnologie che nell&#039;insieme vengono definite: &quot;Multimodal Brain Imaging&quot;, e comprendono la Tomografia a emissione di positroni, la Risonanza magnetica funzionale, l&#039;elettroencefalogramma con stimolazione magnetica transcranica e la Tomografia a gradiente di spostamento di molecole d&#039;acqua.

Nel paziente in stato vegetativo non siamo in presenza nè di morte della corteccia cerebrale, nè di morte del cervello: ciò è un falso scientifico! Il paziente in stato vegetativo &quot;sente, ma non percepisce&quot;. Nello stato di minima coscienza, invece, &quot;sente e percepisce&quot;. Gli scienziati preferiscono perciò non parlare più di &quot;assenza&quot; di coscienza, ma di &quot;non evidenza&quot; di coscienza, in quanto vi è una sorta di &quot;coscienza frantumata&quot; caratterizzata dalla deconnessione fra corteccia primaria e aree associative.

Con le moderne tecniche si è evidenziato un errore fino al 43% nella diagnosi di Stato Vegetativo, mentre si trattava in realtà di Stato di Minima Coscienza. Per questo oggi si usa un atteggiamento di maggior rigore diagnostico con un protocollo specifico chiamato &quot;Coma Recovery Scale-R&quot;.

Con tali recenti tecniche di indagine si è documentato che, nel caso di Terry Wallis, risvegliato dopo ben 19 anni di Stato Vegetativo Persistente, le fibre nervose danneggiate erano ricresciute.

Concludendo, voglio perciò unirmi all&#039;Associazione &quot;Scienza e Vita&quot; nella celebrazione della Prima Giornata Nazionale dedicata agli Stati Vegetativi, auspicando un interesse maggiore da parte di tutti, istituzioni in primis, nella cura verso questi nostri concittadini colpiti da questo tipo di disabilità.

Cordiali saluti.



dr.Glauco Santi

glc.snt@libero.it]]></description>
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			<title>Life Day, Roma, Domenica 22 maggio 2011. Marciamo per la Vita</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/life_day_roma_domenica_22_maggio_2011_marciamo_per_la_vita_6001229.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Life Day, Roma, Domenica 22 maggio 2011. Marciamo per la Vita</strong><br />Life Day, Roma, Domenica 22 maggio 2011. Marciamo per la Vita



Domenica 22 maggio 2011 si svolgerà a Roma il Life Day. Ci si troverà alle ore 10.30 in piazza Risorgimento. Di qui si andrà in corteo in piazza San Pietro per partecipare alla preghiera del Regina Coeli. Quindi si partirà in direzione del Senato. La manifestazione si concluderaà in Piazza Navona alle ore 14.30 .



glc.snt@libero.it]]></description>
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			<title>Urge governabilità</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/urge_governabilita_8201295.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Urge governabilità</strong><br />Urge governabilità!

Le ultime elezioni politiche hanno visto 
l&#039;affermazione di tre partiti, PD Pdl e 5 Stelle. Insieme essi esprimono 
attualmente quasi il 90% dei parlamentari, ma, ironia della sorte, non riescono 
a sfornare il benché minimo straccio di governo. Ognuno è arroccato nella difesa 
della propria particolare &quot;verginità politica&quot;. Morale, l&#039;attuale presidente del 
Consiglio, può piacere o no, si chiama ancora Mario Monti. Quando, vi ricordate, 
lo diceva Pierferdinando Casini, &quot;dopo Monti c&#039;è Monti&quot;, tutti lo deridevano e 
la fedeltà a questa idea, lungi da facili demagogie, è stata pagata salata dal 
proprio partito, l&#039;Udc, al fine di fare raggiungere alla lista Monti quasi il 
10% dei consensi in appena 50 giorni. I partiti maggiori invece paiono in questo 
frangente paralizzati da una eterna campagna elettorale. Il paese attende con 
urgenza un governo che dia quelle risposte di cui i cittadini hanno bisogno. 
Urge perciò responsabilità. Dei facili e inconcludenti populismi di piazza non 
se ne può più.

Cordiali saluti.

Glauco Santi
 
http://glaucosanti.wordpress.com]]></description>
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			<title>I Professori del Liberismo</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/i_professori_del_liberismo_6685520.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>I Professori del Liberismo</strong><br />I Professori del Liberismo



Stanno oramia per scadere i famosi cento giorni di &quot;luna di miele&quot; che tradizionalmente gli italiani, me compreso, concedono come fiducia ai loro governanti. Proviamo allora a tirare le somme. 

E&#039; sempre più chiaro che il governo Monti non ha come principale obiettivo l&#039;abbattimento del debito pubblico, visto che è così impegnato nel perseguimento dei &quot;desiderata&quot; del Liberismo mondiale. Esso persegue cioè con pertinacia e accanimento le cosiddette &quot;liberalizzazioni&quot; per realizzare sostanzialmente, in Italia, un &quot;Liberismo compiuto&quot;. 

Sarà mai possibile?

Non sono un economista. I principi del nuovo libero mercato globale aborrono dalle cosiddette &quot;rendite di posizione&quot; e prevedono la concorrenza e la presenza di uno Stato controllore del rispetto delle regole ferree della libertà economica, ma senza dirigere le scelte del mercato. Al Liberismo, come reazione, ha fatto da &quot;contro-altare&quot; il Socialismo-Comunismo che ha cercato di mettere l&#039;economia nelle mani di uno Stato dirigista, con i disastri che la storia ha registrato.

Ma, attenzione a non cantare troppo presto vittoria.

Oggi il Liberismo, dopo il crollo del Comunismo, si presenta sullo scenario globale sostanzialmente senza &quot;competitors&quot; nella sua sfrenata corsa alla conquista delle ultime e residuali forme di sovranità particolare.

C&#039;è stato il dissolvimento dell&#039;Unione Sovietica.

C&#039;è stato il quasi contemporaneo inserimento della Cina nel WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) in cui l&#039;ultima potenza comunista rimasta ha trasformato il suo miliardo e trecento milioni di abitanti nella più grande massa lavoratrice che la storia abbia mai conosciuto, al puro servizio del Liberismo globale. Una enorme massa di lavoratori sottocosto e quindi attrattiva di liquidità proveniente da ogni angolo del pianeta, destinata a prosciugare i portafogli dell&#039;intero Occidente.

La Cina (e i paesi emergenti) è oramai diventata il principale prestatore mondiale di liquidità. Pare che la stessa guerra in Irak sia stata ampiamente pagata col denaro prestato dai cinesi. Il paese asiatico non si è mai posto troppi scrupoli per i diritti umani e quindi rappresenta un serbatoio di &quot;massa lavoratrice&quot; ideale ed inesauribile per il nuovo Liberismo, rampante e onnivoro.

La Terza Via, fra Capitalismo e Socialismo, perseguita da una Europa dalle radici cristiane è oggi messa duramente alla prova.

I mercanti sono oramai entrati nel tempio... E il lavoro nel giorno di Domenica ne rappresenta una immagine che non è più puramente simbolica. Il riposo festivo della tradizione giudaico-cristiana è stato il primo baluardo dalla prevaricazione di un mercato e di un denaro, Mammona, intenzionati a togliere persino l&#039;anima all&#039;uomo del lavoro.

E hanno il coraggio di chiamarla &quot;liberalizzazione degli orari di lavoro&quot;?

Questa non è libertà del lavoro, ma servitù del lavoro, come l&#039;Egitto di biblica memoria.

Assistiamo inoltre, col pretesto di combattere certamente anacronistiche &quot;rendite di posizione&quot;, al tentativo di eliminare gli &quot;Organismi intermedi&quot; fra Stato e Cittadino, con cui da secoli la Società europea ha cercato di autoregolarsi, come Corporazioni Associazioni Sindacati Ordini professionali. Assistiamo alla chiusura, a questo punto non casuale, della Agenzia per il Terzo Settore a Milano.

Assistiamo addirittura alla volontà di cambiare la legislazione inerente il licenziamento senza riconoscere al Sindacato una parola autorevole e decisiva.

Anche la recente battuta sul posto fisso che sarebbe noioso è decisamente fuori luogo, quando oggi la quasi totalità dei nuovi contratti è a tempo determinato e non permette, specialmente ai giovani, di fare progetti di vita per il lungo periodo.

No, così non va.

Ai Professori del Liberismo dico: Non potrete alla lunga governare l&#039;Italia senza gli Italiani.

Non solo non è giusto, ma è anche impossibile.

Cordiali saluti.



Glauco Santi
]]></description>
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			<title>Roma. Incontro nazionale Ufficio UDC-Mondo Cattolico. Roma.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/roma_incontro_nazionale_ufficio_udc_mondo_cattolico_roma_4111186.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Roma. Incontro nazionale Ufficio UDC-Mondo Cattolico. Roma.</strong><br />Roma. Sabato 28 novembre 2009, presso il Palazzo della Cooperazione, in via Torino, a Roma, si è svolto l&#039;incontro nazionale dell&#039;Ufficio UDC per le relazioni col Mondo Cattolico e le Realtà Ecclesiali. Erano presenti il sen. Luca Marconi e il Presidente dell&#039;UDC e Vicepresidente della Camera dei Deputati on. Rocco Buttiglione oltre ai referenti regionali e provinciali. Per Parma e la Regione Emilia Romagna era presente il dr. Glauco Santi, medico chirurgo.]]></description>
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			<title>Roma.  18-19 dicembre 2009.  Assemblea Nazionale delle Regioni Unione di Centro</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/roma_18_19_dicembre_2009_assemblea_nazionale_delle_regioni_unione_di_centro_4111188.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Roma.  18-19 dicembre 2009.  Assemblea Nazionale delle Regioni Unione di Centro</strong><br />Il 18 e il 19 dicembre presso l’Auditorium della Conciliazione, a Roma, si terrà l’Assemblea Nazionale delle Regioni Unione di Centro. 
I lavori avranno inizio alle ore  16.00 di venerdì 18 dicembre e termineranno sabato 19 dicembre alle ore 16. Saranno presenti  tutti i membri della Costituente di Centro, tutti i parlamentari e i dirigenti del partito. ]]></description>
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			<title>Il Quoziente Parma è stato sospeso</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/il_quoziente_parma_e_stato_sospeso_7687253.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il Quoziente Parma è stato sospeso</strong><br />Il Quoziente Parma è stato sospeso.

Quello che da tempo era motivo di preoccupazione si è avverato. Con la Deliberazione n. 439/2012 del 26.11.12 la Giunta di Parma dà il suo avvio formale allo smantellamento del “Quoziente Parma”.
Nel piano tariffario 2013, oltre ad aumenti delle rette che vanno a colpire il sempre più tartassato ceto medio, per quanto riguarda i nidi e le scuole d’infanzia viene esplicitamente deliberato, solo per citare un passaggio della delibera, “di approvare la sospensione dal primo gennaio 2013(…) delle riduzioni derivanti dall’applicazione del Quoziente Parma e dalle agevolazioni per famiglie affidatarie e per famiglie numerose con un numero di figli a carico pari a tre o più”.
Coloro che attualmente guidano la città, il sindaco Pizzarotti e la giunta, sostenuti dalla maggioranza monocolore del Movimento 5 Stelle, si sono assunti la grave responsabilità di sospendere, e probabilmente in futuro abolire, un Quoziente Famigliare che ha fatto scuola in tutta Italia come mezzo virtuoso per sostenere le famiglie, specialmente quelle numerose.
Già sotto la gestione del Commissario Ciclosi, nel gennaio 2012, si parlò della possibile abolizione del suddetto Quoziente, poi evitata grazie al grande riconoscimento, con coro quasi unanime anche a livello nazionale, del suo valore come strumento di politiche familiari.
La sospensione e quindi abolizione per il prossimo 2013 del Quoziente Parma è un progetto penalizzante le famiglie in questa dura congiuntura economica e mortificante la natalità, visto l’inverno demografico che attanaglia sempre più le nostre città e, a detta di autorevoli analisti, principale causa del progressivo collasso del sistema sociale del welfare.
E questo a poche settimane dalla introduzione a Parma del Registro delle unioni civili in cui si è fatta una grandissima confusione fra diritto pubblico e diritto privato. Si è passati in brevissimo tempo da “Parma: una città a misura di famiglia” a una città che sulle politiche familiari sta decisamente “navigando a vista” e regredendo.
Penso che sia giunto il momento in cui associazioni, forze politiche e liberi cittadini facciano sentire in tutta Italia la loro comune indignazione.

Cordiali saluti

Glauco Santi
 
http://glaucosanti.wordpress.com
http://facebook.com/glaucosanti]]></description>
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			<title>Ronde ed esercito oppure serietà e non continui spot?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/ronde_ed_esercito_oppure_serieta_e_non_continui_spot_3921751.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Ronde ed esercito oppure serietà e non continui spot?</strong><br />Il governo Berlusconi continua a parlare di ronde e di esercito, ma intanto riduce l&#039;organico delle forze dell&#039;ordine di 40mila unità e il taglio del 44 per cento delle risorse per le attività operative. Inoltre nella Finanziaria 2010 non ci sono stanziamenti di nuovi finanziamenti. Il 28 ottobre 2009 mattina, a Roma, si è svolta una grande manifestazione di poliziotti, agenti penitenziari e guardie forestali, circa 40mila, per protestare contro il governo, il quale non ha mantenuto le preomesse fatte in campagna elettorale. Ronde ed esercito sono fumo negli occhi, la sicurezza ha bisogno di professionisti seri e preparati, e questi sono le forze dell&#039;ordine che devono essere messe in grado di espletare i loro compiti con mezzi adeguati.

La politica ha bisogno di serietà e non di spot.



Glauco Santi



glc.snt@libero.it]]></description>
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		<item>
			<title>ICI Chiesa e il giornalismo da " copia e incolla"</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/ici_chiesa_e_il_giornalismo_da_copia_e_incolla_6545756.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>ICI Chiesa e il giornalismo da &quot; copia e incolla&quot;</strong><br />ICI Chiesa e il giornalismo da &quot; copia e incolla&quot;



Ricomincia come ogni anno, in corrispondenza della approvazione della legge finanziaria, il &quot;tormentone&quot; dei soliti ambienti, radicali e laicisti, sulla presunta ICI non pagata da parte della Chiesa Cattolica.

Ciò é stato amplificato da alcuni mass-media i quali hanno usato in modo strumentale alcuni dati, come ricorda il quotidiano Avvenire. Ancora una volta bisogna ribadire che un conto sono le attività con fini di lucro, che devono giustamente essere tassate, e un conto sono quelle, non a fini di lucro, che è giusto che non siano tassate in alcun modo.

Le attività commerciali svolte da enti della Chiesa sono tenute a pagare l&#039;ICI. Eccome. 

Così come gli immobili di proprietà di enti religiosi, dati in affitto, ne sono soggetti, e tali tasse, come è giusto, vengono puntualmente pagate.

Altra cosa invece sono le esenzioni previste per le attività solidali caritative culturali e assistenziali, senza fini di lucro, le quali sono previste non solo per la Chiesa Cattolica ma anche per ogni altra religione che abbia stipulato intese con lo Stato Italiano e così per ogni altra attività associativa non profit, laica o religiosa.

Che significato potrebbe avere tassare realtà le quali svolgono un servizio di interesse e beneficio pubblico? Vogliamo tassare anche la Caritas o tutte le realtà di solidarietà e assistenza ai poveri?

Sarebbe miope.

Proprio in un periodo in cui, finalmente, si sta riscoprendo il valore della sussidiarietà e il valore del cosiddetto &quot;privato sociale&quot;?

Lo Stato, purtroppo, non ha più risorse per il mantenimento di tanti servizi di welfare e se non ci fossero quelle realtà, laiche o religiose che siano, che suppliscono con la loro meritoria opera educativa caritativa e assistenziale di volontariato, non si saprebbe veramente  come fare.

E&#039; bene perciò continuare a sostenere, con forme di detassazione, chi, senza fini di lucro, fa un&#039;opera generosa di servizio alla collettività tutta, proprio perche&#039;, in una società laica, la prima responsabilità nella assistenza sociale ricade sullo Stato, il quale non può scaricare totalmente le sue responsabilità su altri. Quindi è bene che anche le finanze pubbliche diano il loro contributo, anzi è bene che facciano molto di più.

Cordiali saluti.



Glauco Santi
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		<item>
			<title>Il tramonto del "Monarca". Verso una Terza Repubblica fatta di...Democrazia.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/il_tramonto_del_monarca_verso_una_terza_repubblica_fatta_di_democrazia_5202271.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il tramonto del &quot;Monarca&quot;. Verso una Terza Repubblica fatta di...Democrazia.</strong><br />Il tramonto del &quot;Monarca&quot;. Verso una Terza Repubblica fatta semplicemente di...Democrazia.



Stanno tramontando gli anni del &quot;ghè pensi mì&quot;. Il trascinatore &quot;carismatico&quot; di Arcore ha perso prima Casini e ora Fini. Gli rimane solo la Lega a fargli compagnia. Una Lega padano-centrica a cui il PdL stava ormai consegnando l&#039;Italia. Molti italiani hanno creduto in questo sogno: il sogno di un libero mercato che automaticamente avrebbe risolto ogni problema e di un leader che, in base alla sua esperienza di imprenditore e ad una accorta politica fatta di spot, avrebbe prodotto magicamente il cosiddetto &quot;miracolo italiano&quot;.

Così non è stato. La cruda realtà attende gli italiani: la ripresa economica sta stentando e a prezzo di una crescente disoccupazione. Gli italiani si vedono giorno dopo giorno erodere il loro tenore di vita. Le famiglie, quando stentano ad arrivare alla fine del mese, hanno altro a cui pensare che al &quot;partito dell&#039;amore&quot;.

Ma la colpa è solo di Berlusconi? Certamente il leaderismo, nel Cavaliere, ha raggiunto livelli impensati, ma il peggio è che c&#039;è stato un processo di &quot;berlusconizzazione&quot; dell&#039;intera società italiana, nei partiti, negli enti locali...

Un pò tutti si sono ammalati del &quot;ghè pensi mì&quot;, di esecutivi che si erano messi a guidare i vari parlamenti nazionali e locali. E ora è necessario riscoprire il gusto della partecipazione popolare e in chi detiene il potere, il senso del limite istituzionale e della doverosa trasparenza. La stessa eliminazione, nelle città italiane, dei consigli di quartiere va nella direzione completamente opposta a quella di stimolare una ampia partecipazione democratica. Ma in quanti si sono strappati le vesti? Chi ha protestato? Da dove iniziare allora la riscossa democratica? Io credo dalla libera informazione. E&#039;necessario aumentare il livello del dibattito e la circolazione delle idee. La stampa e internet hanno in ciò un ruolo di primo piano. Il &quot;cittadino-lettore&quot; un tempo passivo sta diventando sempre più un &quot;cittadino-giornalista&quot; che interviene, che manda mail, che interagisce tramite blog o social network.

Perciò cambierà anche la fisionomia di chi fa politica e dovrà uscire dalla cortigianeria e dalla deferenza ai &quot;capibastone&quot; politici che spesso non coincidono neanche con le relative segreterie dei partiti. E parlarsi. Uscire fuori dal &quot;politicamente corretto&quot; e iniziare il dibattito. Il dibattito lo reputo già un primo successo. Il luogo dove iniziare il dibattito sono le maggioranze stesse, in chi detiene il potere, ma anche gli stessi partiti politici. Dobbiamo, tutti, superare la logica che &quot;i panni sporchi si lavino solo in famiglia&quot;, all&#039;interno dei partiti, nelle maggioranze o minoranze che siano. I cittadini hanno bisogno di trasparenza per poter decidere. La &quot;questione democratica&quot; è perciò sempre più connessa con la &quot;questione informativa&quot;.

Il leaderismo porta a una logica di &quot;Palazzo&quot;. Il quale appare sempre più come un alieno rispetto al popolo. Chissà perchè per il Palazzo i soldi non mancano mai! Dobbiamo, allora, tornare alla &quot;Piazza&quot; e parlarci. E&#039; necessario riscoprire un metodo di partecipazione alla cosa pubblica. Il metodo non può più essere il &quot;Monarca&quot; stesso.

La Terza Repubblica si chiama semplicemente..democrazia.

Cordiali saluti



Glauco Santi



glc.snt@libero.it 
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			<title>Caffarra-Merola 1-0</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/caffarra_merola_1_0_8624481.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Caffarra-Merola 1-0</strong><br />Caffarra-Merola 1-0
 
Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha recentemente affermato, pubblicamente dal palco del Gay Pride cittadino, che è ineluttabile in Italia il riconoscimento del &quot;diritto&quot; di matrimonio e di adozione da parte delle &quot;coppie&quot; omosessuali.
Sono perfettamente d&#039;accordo col card. Carlo Caffarra quando invece sottolinea questa essere &quot;una battuta a braccio che costa poco, tanto non dipende dal sindaco&quot; tale decisione.
Si sa che spesso gli esponenti politici per qualche voto in più sono soliti fare profezie e promesse ovviamente sempre rivolte al futuro. Il presente è ben più caro, mentre il futuro è sempre gratis. Si incassa al presente e si paga con la moneta del futuribile.
Tale riconoscimento non mi pare per nulla scontato, anche se possibile. Almeno nel nostro paese. Ricordiamo i Dico della Pollastrini-Bindi, i quali sembravano tanto inevitabili, ma la mobilitazione del Family Day li fermò. E così la Legge 40.
Ma anche Oltralpe Hollande si è ben guardato di andare al referendum e confrontarsi direttamente con la volontà popolare, preferendo la via governativa e parlamentare, per lui, sicuramente meno insidiosa.
Milioni di persone infatti si sono riversate per le strade delle città francesi, come Manif pour tous, e molti giovani, come i Veilleurs, che silenziosamente e coraggiosamente continuano una testimonianza ormai diventata quotidiana, molto creativa nelle sue forme sempre pacifiche, nonostante una repressione della polizia francese senza precedenti.
L&#039;impopolarità crescente verso Hollande non è data solo dalle massicce manifestazioni di piazza, ma è confermata anche dai sondaggi che danno il presidente socialista francese al 25% circa dei consensi, un vero tracollo. 
La causa gay fa proprio bene alla Sinistra?
Cosa è successo alla Sinistra europea, italiana o francese che sia, e perché ha scelto di abbandonare suoi campi storici di battaglia, come lavoro ed economia (temi oggi realmente prioritari per la loro drammaticità) e imboccare una via di tipo &quot;radicale&quot;? Teniamo presente che il Partito Radicale in Italia, ad esempio, nasce storicamente dal Partito Liberale, che non ha proprio lo stesso DNA.
Mutazione genetica a Sinistra? Dopo il crollo del &quot;Muro di Berlino&quot; il Socialismo europeo è diventato un personaggio continuamente in cerca di autore e di identità...
Non è un caso che gli analisti si sono già da tempo accorti che in Italia solo una percentuale minoritaria di disoccupati vota ormai per il PD. Questo dato vorrà pur dir qualcosa...
Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ai disoccupati della sua città cosa vuole dare da mangiare...il &quot;matrimonio gay&quot;? Non è che l&#039;ideologia Gender sta diventando una sorta di nuovo alienante &quot;anestetico&quot; di massa destinato a rimuovere il dramma di una crisi economica e occupazionale a cui i governi sembrano ormai impotenti a dare una risposta positiva?
Si parla poi di diritto degli omosessuali ad adottare dei bambini, ma non sarebbe ben più giusto parlare del diritto di un bambino ad avere un papà e una mamma? Parole addirittura scomparse dalla furia iconoclasta dei documenti &quot;neogiacobini&quot; d&#039;Oltralpe, per lasciare posto al meno &quot;omofobo&quot; e ben più neutro termine: genitore. Così non si discriminano i fans del &quot;Gender&quot;...
Oltre a fare una grande confusione perciò fra desideri e diritti, senza mai parlare di doveri, tale confusione si estende anche fra diritto pubblico e diritto privato. Nessuno vieta la possibilità di convivere, in una relazione privata, fra persone dello stesso sesso. Il diritto pubblico, come nel caso del matrimonio, è cosa ben diversa. Vi è diritto pubblico se vi è un interesse pubblico che per uno Stato sono i figli i quali ne garantiscono il futuro. Le relazioni omosessuali, può non piacere sentirselo dire, ma sono intrinsecamente e strutturalmente sterili e quindi non rappresentano un interesse di tipo pubblico. Perché le relazioni omosessuali dovrebbero assorbire risorse pubbliche, cioè denaro di tutti noi?
Svegliati, Italia!
Oggi c&#039;è una stucchevole gara a corteggiare lobby elitarie da parte di fin troppi uomini politici, ma alle famiglie, quelle vere, quelle con figli, chi pensa?
Cordiali saluti


http://glaucosanti.wordpress.com]]></description>
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		<item>
			<title>Liberi per vivere.  Campagna di Scienza e Vita.  Tre sì e tre no per la vita!</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/liberi_per_vivere_campagna_di_scienza_e_vita_tre_si_e_tre_no_per_la_vita_4263266.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Liberi per vivere.  Campagna di Scienza e Vita.  Tre sì e tre no per la vita!</strong><br />Liberi per vivere. Campagna di Scienza e Vita. Tre sì e tre no per la vita!



Continua la campagna di sensibilizzazione di Scienza e Vita, associazione che raccoglie decine e decine di associazioni attive sui temi della vita. Ricordiamo, ad esempio, la battaglia a favore della Legge 40.

Tre sì e tre no.



Sì alla vita.

Perchè la vita è il bene sul quale si fondano tutti gli altri beni.

Perchè l&#039;esistenza di ciascuno di noi ha un valore inestimabile.



Sì alla medicina palliativa.

Perchè esistono malattie inguaribili, ma non esistono malattie incurabili.

Perchè ogni persona ha diritto ad andare incontro alla fine dei propri giorni senza la schiavitù del dolore.



Sì all&#039;assistenza.

Perchè chi viene lasciato solo cade nella disperazione.

Perchè ogni persona anziana, malata o non autosufficiente deve essere aiutata a vivere con dignità.



No all&#039;eutanasia.

Perchè bisogna eliminare la sofferenza, non i sofferenti.



No all&#039;accanimento terapeutico.

Perchè la medicina è una scienza amica della vita.



No all&#039;abbandono.

Perchè a pagare sarebbero sempre i più deboli.



Dr.Glauco Santi

Consigliere Quartiere Pablo

Parma

glc.snt@libero.it 
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			<title>Halloween: meglio i Santi delle zucche</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/halloween_meglio_i_santi_delle_zucche_5378663.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Halloween: meglio i Santi delle zucche</strong><br />Halloween: meglio i Santi delle zucche



Parma, 04.11.10. Mi domando cosa c&#039;entri Halloween con la Festa dei Santi e la Commemorazione dei Defunti? Da qualche anno, in corrispondenza di due importantissime ricorrenze e celebrazioni della nostra tradizione italiana e cristiana si è aggiunta questa sorta di &quot;carnevalata del macabro&quot;. Si riprendono tradizioni celtiche o ricorrenze di importazione anglosassone. Mi interrogo sulla opportunità di ciò. Certo ognuno è libero di trascorrere una serata come desidera. Personalmente a una &quot;zucca vuota&quot; preferisco la zucca dentro un buon piatto di appetitosi tortelli. Qual&#039;è quindi il compito delle istituzioni, come si devono comportare? Credo che sia opportuno che si astengano e non promuovano tali manifestazioni. Da qualche anno però alcune istituzioni in Italia, ad es. scuole o comuni, si sono messe a finanziare e a incentivare questo genere di &quot;festival del macabro e dell&#039;esoterico&quot;. Sono personalmente contrario a ciò, specie in contemporaneità di due celebrazioni, come dicevo, della nostra tradizione italiana e cristiana, i Santi e i Defunti. Come dice il proverbio &quot;scherza con i fanti, ma lascia stare i Santi&quot;.

Cordiali saluti



Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
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			<title>Il laicato cattolico a Roma dal Papa: solidarietà, affetto e amicizia.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/il_laicato_cattolico_a_roma_dal_papa_solidarieta_affetto_e_amicizia_4891753.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il laicato cattolico a Roma dal Papa: solidarietà, affetto e amicizia.</strong><br />Roma 16 maggio. Domenica di maggio, Domenica di Ascensione dal Papa.



Domenica 16 maggio. Domenica dell&#039;Ascensione di Gesù. A Roma, i rappresentanti del laicato cattolico italiano non usano mezzi termini. E&#039; un momento di purificazione e di penitenza. Misericordia, ma anche giustizia. Non solo giustizia, ma anche perdono. Giustizia e misericordia per una grande opera di guarigione interiore. Siamo tutti vicini alle vittime degli abusi, e l&#039;allora card. Ratzinger e ora Benedetto XVI, si è adoperato al massimo perchè gli autori rispondessero dei loro crimini. La stragrande maggioranza dei sacerdoti è una realtà sana e tutti i movimenti e le associazioni cattoliche italiane si sono dati appuntamento domenica mattina sul sagrato di San Pietro per dire loro un grande grazie, &quot;senza ma, e senza se&quot;. La Chiesa Cattolica è in prima linea, in tutto il mondo, in un&#039;opera di educazione dell&#039;infanzia e dei giovani di grandissimo valore e senza eguali. Non solo a parole, ma fattivamente. Per questo, nello stesso tempo, diciamo no ad ogni meschino tentativo di generalizzazione e di strumentalizzazione che miri a incrinare quel rapporto di fiducia, per un progetto educativo, fra il popolo di Dio e i suoi pastori. Le parole del Papa ci confermano nel seguire la strada tracciata da Gesù. Un Gesù vivo. Come dimostra la vitalità di questo popolo.

E&#039; una domenica di pioggia, ma anche di sole. Dopo il dolore e la purificazione, ancora una volta, la speranza, con la sua forza, guida la storia.

Cordiali saluti.



Glauco Santi

glc.snt@libero.it
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			<title>Custodiamo la Domenica e la Domenica custodirà noi</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/custodiamo_la_domenica_e_la_domenica_custodira_noi_7595117.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Custodiamo la Domenica e la Domenica custodirà noi</strong><br />Custodiamo la domenica e la domenica custodirà noi.

Condivido pienamente la seguente iniziativa nella speranza che abbia la più vasta eco e adesione possibile. Domenica 25 novembre 2012 raccolta di firme, promossa da Confesercenti e Federstrade, con la condivisione della Conferenza Episcopale Italiana, per portare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare con l&#039;obiettivo di abolire la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali introdotta dal decreto Salva Italia, restituendo alle Regioni la potestà di disciplinare i calendari e gli orari di apertura.
Questa liberalizzazione non ha incentivato i consumi,  
i soldi sono quelli che sono (pochi) nelle tasche delle famiglie italiane, ma ha trasferito quote di mercato verso la grande distribuzione da parte del piccolo e medio commercio, avendo come triste effetto la desertificazione delle nostre città e la scomparsa di centinaia di migliaia di posti di lavoro. 
Perciò diciamo no al lavoro festivo, in particolare a quello nel giorno di domenica.
Custodiamo la domenica e la domenica custodirà noi.
La Domenica: il giorno della famiglia, del riposo, della gratuita, della dignità della persona umana e, per chi crede, il giorno del Signore, testimoniato da secoli di tradizione cristiana in  
tutta Europa.
Cordiali saluti.]]></description>
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			<title>Libertà di scelta e libertà di vita</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/liberta_di_scelta_e_liberta_di_vita_3884913.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Libertà di scelta e libertà di vita</strong><br />L&#039;Aula di Montecitorio ha approvato il 15 luglio 2009 una mozione che impegna il governo italiano a promuovere una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l&#039;uso dell&#039;aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell&#039;aborto.

L&#039;iniziativa è partita dall&#039;on. Rocco Buttiglione.

La diffusione nel mondo della pratica dell&#039;aborto selettivo a danno prevalentemente delle concepite di sesso femminile sta provocando in alcune aree geografiche un forte squilibrio fra i sessi, con un numero sempre crescente di legislazioni che attivamente promuovono l&#039;aborto come strumento di controllo demografico e con politiche che colpiscono con sanzioni le donne che rifiutano l&#039;aborto.

Normalmente le posizioni pro-life e pro-choice sono alternative e conflittuali, la genialità di questa mozione è stata mettere assieme la libertà di scelta della donna e la libertà di vita del bambino.

In metà del mondo infatti le donne sono costrette ad abortire, distruggendo così sia la vita del bambino che la libertà di scelta della donna.

Basti pensare alla irresponsabile politica del figlio unico adottata dalla Cina oppure alle notizie che ci giungono dal subcontinente indiano.

Sono in realtà necessarie politiche di sostegno alla famiglia e alla donna, perchè quando la donna è veramente libera è difficile che scelga l&#039;aborto.

Pro-life e pro-choice insieme.



Glauco Santi

Parma



glc.snt@libero.it


]]></description>
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			<title>Carcerazione preventiva e Stato di Diritto</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/carcerazione_preventiva_e_stato_di_diritto_6356082.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Carcerazione preventiva e Stato di Diritto</strong><br />Carcerazione preventiva e Stato di Diritto



I recenti attriti fra i Radicali presenti nel PD e lo stesso Partito Democratico rivelano il diverso DNA delle due formazioni ed ideologie politiche.

Il Partito Radicale nacque nel 1955 in seguito a una scissione del Partito Liberale Italiano. Ha quindi come preoccupazione prima, per essere sintetici, la difesa del diritto individuale.

Il grosso del Partito Democratico deriva invece dalla tradizione marxista-leninista in cui viene messo in primo piano lo Stato.

Statalismo e liberalismo non potevano, prima o poi, non entrare in palese conflitto.

Premetto che la mia formazione culturale si rifà alla Dottrina Sociale Cristiana e più volte mi sono scontrato, anche pubblicamente, con l&#039;ideologia radicale, di tipo relativista, specie per quanto concerne i cosiddetti temi eticamente sensibili.

Oggi, però, devo dare atto ai radicali di essere fra le poche realtà a mettere con insistenza e in modo pubblico a tema della agenda della politica i diritti degli uomini reclusi.

Massima fiducia nella Magistratura, la quale si trova, sempre più spesso, a operare una funzione di difficile e impegnativa supplenza laddove altri poteri e soggetti sociali hanno colpevolmente abdicato a loro precise responsabilità.

Però, se i dati di cui ora sono in possesso sono esatti, avere più del 40% dei detenuti in attesa di giudizio è veramente troppo! C&#039;è qualcosa che non quadra...

In uno Stato di Diritto, prima si fanno i processi e poi si mette la gente in galera. Ma nel 40% dei casi evidentemente si fa esattamente il contrario.

Le motivazioni certamente le conosciamo tutti: pericolo di inquinamento delle prove, rischio di fuga o di reiterazione del reato... Comprensibili, ma non giustificabili qualora il processo dovesse in futuro appurare l&#039;innocenza di tali persone. In questo caso un innocente sarebbe stato privato della libertà, ingiustamente, dando preventivamente più credito alle affermazioni della accusa rispetto a quelle della difesa.

Lo stesso Presidente della Repubblica ha più volte invitato a non esagerare con la carcerazione preventiva, quindi il tema non è così peregrino.

Facciamo tutti una necessaria riflessione su questo argomento affinchè ritroviamo un giusto equilibrio non solo fra i tre poteri dello Stato, legislativo giudiziario esecutivo, ma anche in relazione a un necessario garantismo verso la persona individuale tipico di un vero e giusto Stato di Diritto.

Cordiali saluti.
]]></description>
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			<title>Le priorità "a 5 Stelle"...</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/le_priorita_a_5_stelle_8201339.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Le priorità &quot;a 5 Stelle&quot;...</strong><br />Le &quot;priorità&quot; a 5 Stelle...

A proposito delle &quot;priorità&quot; a 5 Stelle. Le 
imprese che chiudono? No. 
La disoccupazione che avanza? No. Le famiglie che 
non arrivano a fine mese? 
Assolutamente no. 
Le prime proposte di legge 
che i Senatori M5S hanno depositato e con cui hanno deciso di inaugurare questa 
&quot;splendida&quot; XVII Legislatura sono i matrimoni gay (ddl 393, Sen. Orellana), 
disposizioni in materia di omofobia/transfobia (ddl 391, Sen. Montevecchi) e 
norme per la modificazione dell&#039;attribuzione di sesso (ddl 392, Sen. 
Airola).
E non paghi di aver &quot;affogato&quot; e liquidato il Quoziente Familiare a 
Parma, di aver proposto il referendum contro il finanziamento comunale alle 
scuole paritarie dell&#039;infanzia a Bologna, di aver introdotto un Registro delle 
unioni civili nella nostra città, che non serve assolutamente a nulla, ora 
trasferiscono la loro &quot;genialità amministrativa&quot; anche sul piano nazionale. 

A proposito poi di trasparenza &quot;a 5 Stelle&quot;: i cittadini e i cattolici che 
li hanno votati erano stati informati che i parlamentari &quot;grillini&quot; avrebbero 
cercato di introdurre il matrimonio gay in Italia?
Continuiamo ad assistere 
invece ad un continuo esercizio ideologico della politica di cui non si sente nè 
la priorità nè tantomeno il bisogno.
Cordiali saluti

Glauco 
Santi


http://glaucosanti.wordpress.com]]></description>
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		<item>
			<title>E se cambiassimo l'art. 1 del Codice Civile?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/e_se_cambiassimo_l_art_1_del_codice_civile_5394811.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>E se cambiassimo l&#039;art. 1 del Codice Civile?</strong><br />E se cambiassimo l&#039;art. 1 del Codice Civile?



L&#039;art.1 del Codice Civile, sotto il titolo &quot;Delle persone fisiche&quot;, così recita: &quot;La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge attribuisce al concepito sono subordinati al momento della nascita&quot;. Chi non è nato non ha dunque diritti? E&#039;un parto, naturale o cesareo che sia, criterio dirimente di diritti? L&#039;on. Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, si è fatto promotore della proposta di legge seguente: &quot;La capacità giuridica si acquista dal momento del concepimento. I diritti patrimoniali, che la legge attribuisce al concepito, sono subordinati all&#039;evento della nascita&quot;. In tal modo per il nascituro essere riconosciuto dotato di capacità giuridica ed essere riconosciuto titolare del diritto alla vita sarebbe la stessa cosa. L&#039;esperienza dei Centri di Aiuto alla vita che, in Italia, in più di trent&#039;anni, hanno salvato la vita a circa centomila bambini, ci dice che in un numero rilevante di casi la spinta all&#039;aborto è data dalla affermazione, nell&#039;ambiente circostante, verso la madre in difficoltà, che non c&#039;è di mezzo un bambino, un figlio, ma che si tratta di &quot;un grumo di cellule&quot;.

Ciò è una affermazione culturale che non ha alcuna base logica nè scientifica. Bisogna d&#039;altra parte riconoscere che in ciò l&#039;attuale art.1 del Codice Civile non aiuta. Le leggi infatti hanno un forte valore educativo. Se è vero che è la cultura a produrre le leggi, è altrettanto vero che le leggi producono cultura e promuovono comportamenti. Se la legge dichiara la soggettività giuridica del bambino e del figlio fin dal momento del suo concepimeto sarà più facile il suo riconoscimento sociale e individuale, e quindi il rispetto del suo diritto alla vita, diritto fondamentale ed universale. Subordinare la capacità giuridica all&#039;evento nascita, così come recita l&#039;attuale articolo, rappresenta ancora una fortissima discriminazione fra persone nate e persone, concepite e con vita intrauterina, ma ancora non nate, e vìola il principio di uguaglianza fra esseri umani. Fra una vita umana prenatale priva di diritti e una vita umana postnatale avente i diritti. Lo stesso art.1 della legge 40, sulla procreazione medicalmente assistita, riconosce al concepito la qualità di soggetto titolare di diritti.

Vogliamo ancora pensare che in quei nove mesi di gestazione non ci sia un bambino, ma ci sia il nulla? Ciò è ragionevole?

Cordiali saluti



Dr.Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
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			<title>Il 9 febbraio,Giornata dei pazienti in stato vegetativo. Appello dell'On.Binetti</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/il_9_febbraio_giornata_dei_pazienti_in_stato_vegetativo_appello_dell_on_binetti_5513853.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il 9 febbraio,Giornata dei pazienti in stato vegetativo. Appello dell&#039;On.Binetti</strong><br />Il 9 febbraio, Giornata dei pazienti in stato vegetativo. Appello dell&#039;On. Paola Binetti



Parma, 18.12.2010. Appello dell&#039;On. Paola Binetti a sostegno della decisione del governo di istituire, per il 9 feggraio, in ricordo della morte di Eluana Englaro, la giornata dei pazienti in stato vegetativo. L&#039;appello è stato firmato da tutti i parlamentari UDC (52), compreso il nostro rappresentante parmigiano on. Mauro Libè, da 12 parlamentari FLI e da 4 dell&#039;API. Il gruppo di parlamentari del &quot;nuovo polo&quot; si impegna a promuovere politiche sociali, scientifiche ed economiche volte a garantire, ai pazienti e relative famiglie, ciò che può migliorare la loro qualità di vita.



dr.Glauco Santi

Responsabile Relazioni UDC-Mondo cattolico per l&#039;Emilia Romagna

glc.snt@libero.it]]></description>
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		<item>
			<title>"Oltre l'omosessualità": E' proprio impossibile?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/oltre_l_omosessualita_e_proprio_impossibile_5354881.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>&quot;Oltre l&#039;omosessualità&quot;: E&#039; proprio impossibile?</strong><br />&quot;Oltre l&#039;omosessualità&quot;: è possibile?



Le dichiarazioni, che hanno suscitato vasta eco mediatica, dell&#039;on. Rocco Buttiglione sull&#039;omosessualità, in quanto &quot;atto oggettivamento sbagliato&quot;, ricalcano, nel senso, le affermazioni del Catechismo della Chiesa Cattolica al paragrafo 2357. In tale paragrafo si afferma che &quot;la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati&quot; (Congr. per la Dottr. della fede, Dich. Persona humana, 8), pur riconoscendo che &quot;la sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile&quot;. Al paragrafo 2358 si afferma che &quot;un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale; essa costituisce, per la maggior parte di loro, una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione&quot;.

E ciò è giusto. Cosa si intende però per discriminazione? Non dare un lavoro o una casa a una persona in quanto avente orientamento omosessuale, è discriminazione. Ma dire no al matrimonio gay o all&#039;adozione di bambini da parte di due uomini o due donne omosessuali è discriminazione? Io credo di no. Un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma, non di due papà o di due mamme. E&#039; vietato sostenere ciò o si è accusati di omofobia? Buttiglione fu costretto a dimettersi, anni fa, da una importante carica europea perchè ebbe la sincerità di sostenere il pensiero del Catechismo a cui si rifà ben un miliardo di cattolici nel mondo. Il primo a essere  discriminato, a quanto pare, è stato proprio lui. La domanda che io mi pongo è però un&#039;altra: come mai Buttiglione ha voluto affrontare ancora, e davanti a giornalisti, un tema che oggi sta diventando sempre più &quot;politicamente scorretto&quot;? Come mai, specie fra i politici cattolici e non, è uno dei pochi a fare affermazioni chiare e pubbliche, che sì sono in linea col Magistero cattolico, ma che per la maggior parte di essi è materia da tenersi adeguatamente a distanza e abilmente da evitare e tacere? E&#039; giusto che, in una società democratica, gli unici abilitati a parlare di omosessualità siano solo le voci &quot;pro&quot;, mentre non abbiano diritto di cittadinanza le voci critiche? Credo che il filosofo prof. Buttiglione abbia intuito un cambiamento di clima culturale e sociale su tale questione, che ai più è sfuggito. In realtà si è aperto, da qualche anno, un dibattito. Concezioni date troppo per scontate, anche in campo psicologico, sono messe oggi in discussione. L&#039;omosessualità è una malattia? E&#039; una scelta? Un disordine? Un vizio? E&#039; genetica? Nessuno ha mai dimostrato che sia genetica, non esiste il gene della omosessualità. Quando decine di anni fa è stata tolta dai manuali di psichiatria, ciò è avvenuto più per pressioni sociali, che per dati scientifici. Oggi molti psicologi tendono a dire che non è una malattia e che va accettata. Vi sono però psicoterapeuti, come il californiano dr. Joseph Nicolosi, membro dell&#039;Associazione americana di psicologia e direttore sanitario della Thomas Aquinas Psychological Clinic, che in base ai propri risultati terapeutici, sono arrivati a conclusioni completamente differenti. Nel suo libro &quot;Oltre l&#039;omosessualità&quot;, pubblicato dalle edizioni San Paolo (2007), nella prefazione, il dr.Nicolosi scrive che vi è &quot;la richiesta, da parte di un numero crescente di persone, di essere aiutate ad uscire dal comportamento omosessuale, che praticano, ma in cui non si riconoscono, e a cui imputano il loro disagio psicologico ed esistenziale&quot;. Credo che, al di là di diverse e legittime opinioni, ci sia oggi vario materiale per un approfondimento scientifico, scevro da pregiudizi e ad ampio spettro.

&quot;Oltre l&#039;omosessualità&quot;: è possibile?

Cordiali saluti



dr.Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
]]></description>
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		<item>
			<title>Uno di noi. Mobilitazione europea per la Vita. Movimento per la Vita</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/uno_di_noi_mobilitazione_europea_per_la_vita_movimento_per_la_vita_7091844.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Uno di noi. Mobilitazione europea per la Vita. Movimento per la Vita</strong><br />Uno di Noi. Mobilitazione europea per la Vita. Movimento per la Vita

Raccolta di firme per chiedere alla Commissione UE di presentare una proposta di atto giuridico alle istituzioni europee, così come prevede il Trattato di Lisbona.
Sono necessarie almeno un milione di adesioni di cittadini di almeno 7 Stati membri UE.
L&#039;iniziativa &quot;Uno di noi&quot;, promossa dal Movimento per la Vita italiano e dalle principali associazioni pro-Life di tutta Europa, vuole chiedere all&#039;Unione Europea di tutelare l&#039;embrione.
E&#039; possibile sottoscrivere la petizione scaricando l&#039;apposito modulo da www.mpv.org, compilarlo e firmarlo poi inviarlo a Roma, Lungo Tevere dei Vallati, 2. Entro il 1 febbraio 2013.
Raccolta di firme anche all&#039;incontro mondiale delle Famiglie a Milano 30 maggio-3 giugno presso lo stand del Movimento per la Vita.
http://glaucosanti.wordpress.com]]></description>
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		<item>
			<title>Il ministro Zaia chiama 80mila extracomunitari</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/il_ministro_zaia_chiama_80mila_extracomunitari_4808068.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il ministro Zaia chiama 80mila extracomunitari</strong><br />Il ministro Zaia chiama 80mila extracomunitari.



Sono anni che sentiamo il ritornello leghista:&quot;Sono troppi gli immigrati!&quot;. E il ministro Zaia che fa? Stabilisce un flusso di ingressi, per il 2010, di 80mila lavoratori extracomunitari per le attività stagionali dell&#039;agricoltura e del turismo. Bella coerenza!

Ma se erano troppi, perchè ne fa entrare ben 80mila e forse in seguito di più, per il 2010? C&#039;è qualcosa  che non mi quadra.

La verità è invece un&#039;altra, ma nessuno ha il coraggio di dirla apertamente: noi abbiamo un forte bisogno di manodopera extracomunitaria per quei lavori umili che gli italiani non vogliono più fare (braccianti, manovali, badanti, pulizie, lavapiatti...). E allora se noi abbiamo bisogno di tali lavoratori, come conferma la scelta di Zaia, vuol dire che gli immigrati non sono troppi, ma sono troppo pochi!

E&#039; vicina l&#039;estate, e le nostre campagne italiane hanno urgente bisogno di molte decine di migliaia di braccianti che raccolgano in tempo utile i prodotti della terra. Questa è la realtà.

Ora, finalmente, se n&#039;è accorta anche la Lega!

Cordiali saluti



Glauco Santi
]]></description>
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		<item>
			<title>Omofobia e relativismo etico</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/omofobia_e_relativismo_etico_4034694.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Omofobia e relativismo etico</strong><br />A proposito degli spot pubblicitari, costati ai contribuenti italiani due milioni di euro circa, promossi dalla Ministra alle Pari Opportunità, Mara Carfagna, contro l&#039;omofobia, vorrei fare alcune considerazioni. E&#039; condivisibile l&#039;intento di combattere odiose discriminazioni verso le persone con tendenze omosessuali, ma il messaggio che viene lanciato crea palesi ambiguità, specialmente in ambienti come le scuole. Non c&#039;è infatti differenza di dignità fra le persone, ma c&#039;é differenza di condizioni oggettive. La persona omosessuale è infatti uguale, in dignità umana, alla persona non omosessuale o normale, ma la omosessualità è differente dalla normalità e inoltre non ci si può esimere da un giudizio di &quot;disordine oggettivo&quot;, sulla omosessualità, così come del resto viene espresso autorevolmente dal Catechismo della Chiesa Cattolica, ma anche dalla riflessione razionale naturale. Non è assolutamente un giudizio sulla persona con tendenze omosessuali, a cui va il massimo rispetto. Non vorrei però che di questo passo, col pretesto dell&#039;omofobia, venisse conculcata la legittima libertà di pensiero e il dovere di una sana educazione. E&#039; educativo, verso i ragazzi delle scuole italiane, affermare l&#039;indifferenza fra normalità e omosessualità? Non vi è in questo forse l&#039;inizio di una sottile dittatura del relativismo? La libertà infatti senza la verità finisce per annullare inesorabimente sè stessa.



hackFixResize()Glauco Santi



glc.snt@libero.it]]></description>
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		<item>
			<title>La gente non vuole la guerra in Libia</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/la_gente_non_vuole_la_guerra_in_libia_5951111.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>La gente non vuole la guerra in Libia</strong><br />La gente non vuole la guerra in Libia



Alcuni sondaggi danno una fortissima percentuale di contrarietà alla guerra da 

parte dei cittadini italiani. Ciò è anche confermato dai miei continui colloqui 

quotidiani. L&#039;opposto di quello che sta avvenendo in Parlamento: la maggioranza 

dei parlamentari é favorevole alla guerra in Libia. Si conferma ancora una 

volta una preoccupante frattura fra parlamento e paese. Il nostro parlamento, 

essendo composto da &quot;nominati&quot; dai capi partito e non da eletti in base al 

principio delle preferenze, non è più lo specchio dei cittadini. I parlamentari 

sono in realtà lo specchio dei leader ed esprimono il livello di fedeltà al 

capo. Oggi i &quot;veri parlamentari&quot;, eletti in base alle preferenze, sono nei 

consigli comunali, consigli regionali, parlamento europeo. La distanza fra 

politica e paese cresce, e con essa il tasso di insofferenza verso l&#039;attuale 

classe dirigente fatta prevalentemente da perfetti incapaci. 

Esprimo, di seguito, il mio no, in dieci punti, a quella che è una vera e 

propria guerra di aggressione alla Libia.



1. Si è oramai al di fuori della Risoluzione 1973, la quale prevede 

espressamente la sola difesa dei civili, non l&#039;eliminazione di Gheddafi e dei 

suoi familiari, e non il sostegno militare a una sola fazione e il 

coinvolgimento diretto in attività offensive. Cosa che si sta puntualmente 

verificando. Si è perciò al di fuori del diritto ONU.



2. Vi sono forti perplessità etiche sulla procedura adottata. Ad esempio, per 

i politici cristiani e per i partiti che si ispirano alla Dottrina Sociale 

della Chiesa, si può parlare di &quot;guerra giusta&quot; solo se vengono rispettate 

alcune condizioni, fra cui l&#039;irrinunciabile tentativo negoziale e diplomatico e 

la ricerca di possibili alternative. Qui si è iniziato subito a bombardare. per 

cui siamo palesemente al di fuori di tale Dottrina. Ciò indica indirettamente 

che le intenzioni reali sono altre.



3. Si è riconosciuto un governo di transizione libico che non rappresenta 

tutte le componenti popolari e tribali libiche. Giungono notizie che si voglia 

far insediare addirittura un discendente del Re Idris, spodestato con un colpo 

di stato da Gheddafi 40 anni fa, creando così una monarchia. E allora la 

democrazia dov&#039;è andata a finire?



4. La guerra è palesemente coloniale e l&#039;obiettivo reale, al di là 

dell&#039;ipocrisia dei governi, è il petrolio e il gas.



5. C&#039;è pericolo di una reazione anticoloniale da parte del pan-africanismo, 

tenendo presente che Gheddafi è stato più volte presidente dell&#039;Unione 

Africana. Pare che molti africani provenienti da tutta l&#039;Africa stiano già 

combattendo in Libia e presumibilmente ne arriveranno di più. Sta diventando, 

causa della miopia delle superpotenze, una guerra di liberazione e di 

indipendenza dal neocolonialismo occidentale.



6. La guerra è costosissima e l&#039;Italia non ha i soldi. Aumenterà il debito 

pubblico e i nostri sacrifici di questi anni serviranno solo a ingrassare le 

multinazionali delle armi e del petrolio. Non abbiamo i soldi per la scuola, la 

sanità e la sicurezza e improvvisamente li si trova per Tornado e bombe?



7. Già arrivano a migliaia, ogni giorno, i profughi e i disperati sulle nostre 

coste. Incominciano ad arrivare anche i libici, popolo che prima di questa 

guerra non emigrava affatto, poichè in Libia economicamente si stava bene. 

Teniamo poi presente che i profughi di guerra non possono essere rimandati in 

patria, ma ce li dobbiamo tenere in Italia fino alla fine delle ostilità.



8. La guerra di aggressione è anticostituzionale. La nostra Costituzione 

prevede solo una guerra difensiva.



9. Berlusconi ha iniziato a bombardare senza un preliminare voto del 

parlamento. Ciò è in violazione della nostra Repubblica parlamentare. Prima si 

parla e poi eventualmente si bombarda. Qui prima si bombarda e poi 

eventualmente si parla. E&#039; questa la democrazia che vogliamo?



10. Il governo aveva in un primo momento deciso di non bombardare poi dopo la 

telefonata di Obama e la visita di Sarkozy ha cambiato idea, pare sembra senza 

neppur consultare il suo più importante alleato. Siamo ancora un paese 

indipendente?



Domenica primo maggio ero a Roma per la Beatificazione di Giovanni Paolo II 

assieme a un milione e mezzo di pellegrini. Vi ricordate cosa disse il Papa: no 

alla guerra in Iraq, Ma Bush e l&#039;Occidente vollero andarci lo stesso, perchè si 

diceva che ci fossero armi di distruzione di massa, le quali mai furono 

trovate. Cosa riconosciuta, però, in seguito anni dopo, dallo stesso Bush. 

Intanto erano morti circa un milione di iracheni, per la maggior parte civili. 

Vera follia! 

Mons. martinelli da Tripoli continua ad esortare l&#039;occidente perchè passi al 

dialogo, al negoziato e a un doveroso cessate il fuoco. Anche Benedetto XVI ha 

detto che il dialogo deve prendere il posto delle armi. La guerra non è mai una 

realtà assolutamente inevitabile.

Ma si vuole la pace o il petrolio?

Cordiali saluti.



Glauco Santi
]]></description>
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			<title>No alla guerra in Libia. Sì alla diplomazia. Ma si vuole la pace o il petrolio?</title>
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			<description><![CDATA[<strong>No alla guerra in Libia. Sì alla diplomazia. Ma si vuole la pace o il petrolio?</strong><br />Perchè dico no alla guerra in Libia. Sì alla via diplomatica. Ma si vuole la pace o il petrolio?



Ancora una volta una guerra per &quot;ragioni umanitarie&quot;. Sembra la specialità del terzo millennio. Con interventi per motivi umanitari o a favore di civili indifesi nel mondo attuale ci sarebbe da sbizzarrirsi. Milioni di persone muoiono letteralmente di fame, non è forse un valido motivo umanitario per intervenire? In questo preciso momento, ad esempio, in Costa d&#039;Avorio sta avvenendo un vero genocidio sotto gli occhi dell&#039;ONU e del mondo intero, ma nessuno sta difendendo i civili. E qui nessuno ne parla. Una città di cinque milioni di abitanti, Abidjan, letteralmente in balìa delle milizie. I racconti sono agghiaccianti. Già un milione i profughi. E anche lì la presenza della Francia... I sondaggi danno Sarkozy in calo e allora si concentra sulla politica estera. Ma ha posizioni troppo istintive e di breve periodo. Mi domando chi siano i suoi consiglieri. L&#039;Africa sta abbandonando le vecchie potenze coloniali e si affida a Cina, India, Russia, Sudafrica, Brasile (i cosiddetti paesi BRICS). Queste guerre mi sembrano un segno di debolezza.

E poi, ancora una volta, una guerra che, si garantisce, sarà &quot;veloce&quot;, mentre sul campo, in Libia, siamo già allo stallo. Gli USA si sfilano, i francesi sono in affanno e si chiama l&#039;Italia. Tutti gli analisti militari sanno bene che non basta &quot;volare e colpire&quot; ma prima o poi bisognerà che centinaia di migliaia di soldati europei mettano i loro scarponi sul suolo libico, controllino un territorio più vasto molte volte l&#039;Italia e mettano al potere un governo di &quot;chi sa chi&quot;, con possibili infiltrazioni fondamentaliste. Tale governo, imposto dalle armi europee, verrebbe percepito subito dall&#039;Africa come servo dell&#039;Occidente e provocherebbe una reazione pan-africana contro quella che è in effetti una nuova forma di colonialismo. L&#039;Africa, perciò, agli africani. Non mettiamoci in quel ginepraio di etnie e tribù che è il continente africano perchè anche con le migliori intenzioni, non ci capiremmo proprio niente.

Inoltre, ancora una volta una guerra per la &quot;democrazia&quot;, mentre oramai lo sanno anche i muri che si è là per il petrolio e il gas libico. Vi ricordate la guerra in Iraq e l&#039;affannosa ricerca delle famose armi di distruzione di massa? Le avete viste? Pura disinformazione di menti raffinatissime. E allora, per giustificare, si è detto che si interveniva contro un dittatore, per la democrazia. Risultato della democrazia: i cristiani fuggono dall&#039;Iraq, sono stati letteralmente decimati; forse ne sono fuggiti più in questi dieci anni che in duemila anni di presenza fra il Tigri e l&#039;Eufrate. Era meglio ascoltare il Papa. Aveva ragione Giovanni Paolo II (domenica sarò a Roma per la sua Beatificazione e pregherò per la pace), ma nessuno lo ha ascoltato, e Bush e l&#039;Occidente andarono alla guerra, ancora una volta per il petrolio.

A quei tempi, il sottoscritto, pur essendo tenente di artiglieria in congedo, espose la bandiera per la pace. Ma ora dove sono le bandiere? Nella dottrina sociale cristiana esiste il concetto di &quot;guerra giusta&quot;, ma devono essere soddisfatti alcuni presupposti ineliminabili. Uno dei quali è il cercare prima tutte le soluzioni negoziali e le possibili alternative. In Libia invece si è cominciato subito a bombardare, Francia e USA non vedevano l&#039;ora! Lo stesso vicario apostolico di Tripoli, monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli ha chiesto personalmente a Berlusconi di rivedere questa decisione e di riavviare una azione diplomatica, pur aggiungendo di non credere che da parte occidentale ci sia la volontà di aprire un dialogo. Tale dichiarazione è una ulteriore conferma dei miei sospetti. Lo stesso Benedetto XVI chiedeva che diplomazia e dialogo prendessero il posto delle armi e si favorisse l&#039;accesso dei soccorsi umanitari, mentre nello stesso momento il nostro governo decideva di bombardare. Si vuole la pace o il petrolio? 

Perciò dico no a questa guerra in Libia, invito tutti gli uomini di buona volontà ad alzare la propria voce. Personalmente, il mio futuro impegno sociale e politico dipenderà molto da come i partiti e i loro parlamentari, anche parmigiani, anche di ispirazione cristiana, si comporteranno in questo frangente storico.

E poi, parliamo di costi. Ancora una volta pagheremo un prezzo economico altissimo. Nessuno ci ha dato i numeri. Non si hanno i soldi per la benzina delle gazzelle della polizia e li si trovano per i Tornado? Si tagliano i soldi alla scuola e li si trova per le bombe? Che ne pensa Tremonti? Una campagna militare di medie dimensioni può costarci come dieci manovre finanziarie, dove prenderemo i soldi? 

Ma certo, dal petrolio libico. 

E allora chiamiamo le cose con il loro nome.



Monarchia invece di Gheddafi? E la democrazia dov&#039;è finita?



Stiamo andando a fare una guerra perchè si vuole &quot;esportare la democrazia&quot; e invece dalla Cirenaica giungono notizie che molti insorti vorrebbero il ritorno della monarchia dei discendenti del Re Idris, che fu spodestato da Gheddafi 40 anni fa. Dittatura o monarchia? Questo è il dilemma. 

&quot;Monos&quot; in greco vuol dire &quot;uno&quot;. Monarchia è letteralmete il governo di una sola persona. Mi sa che bisognerà chiarire i termini. Per evitare di fare la guerra per una ragione e poi, come al solito, ce ne troviamo un&#039;altra. La superficialità con la quale il nostro parlamento e i mass media stanno affrontando il caso Libia è impressionante. Si assiste a un concentrato di slogan con scarsa sostanza all&#039;interno. Ma conosciamo la Libia o parliamo di una realtà sconosciuta in cui però abbiamo la presunzione di intervenire? 

Grandi potenze occidentali stanno armando la ribellione della tribù nemica della tribù di Gheddafi. Addestratori occidentali pare che insegnino ad usare, almeno, le armi leggere, a coloro che anche i più sprovveduti giornalisti da settimane definiscono come una vera e propria &quot;armata Brancaleone&quot;, e lo stallo sul campo lo dimostra. Anche per questo si è chiamata l&#039;Italia, visto che nessun altro, Germania in testa, voleva andarci a combattere per l&#039;avventura dei francesi.

Ho seri dubbi che si voglia la democrazia, anche se sinceramente lo spero, ma si può vivere di speranze? L&#039;Africa ha una storia e realtà differente da quella europea, fatta da miriadi di etnie e tribù, e queste notizie lo confermano. Si dirà allora che sarà una monarchia costituzionale di tipo democratico, così ci metteremo la &quot;coscienza a posto&quot;. Io però non mi accontento e soprattutto non mi fido. In politica vige sempre il pericolo del &quot;tu lavori e io incasso&quot;. Per chi si sta lavorando? Cui prodest?

Ma chi è questo governo di transizione che ci si è affrettati a riconoscere? Ho i miei dubbi che rappresenti tutte le tribù, partiti o movimenti della Libia. Nasce già viziato di partigianeria.

Cosa sta succedendo allora?

Ecco il mio modesto ragionamento.

In realtà, gli attuali padroni del mondo non tollerano stati indipendenti in Africa, poichè l&#039;indipendenza porta al benessere, e l&#039;Africa è ricchissima di materie prime, infatti Costa d&#039;Avorio e Libia erano i due fra i paesi con più benessere in Africa, ma, purtroppo per loro, anche fra i più indipendenti di tutto il continente, ciò non è stato alla lunga tollerato... Sono stati volutamente  precipitati nel caos. L&#039;Africa, deve essere oggetto di saccheggio perenne. Povertà e guerra, e quindi sempre più disperati e profughi in Europa. Bossi, dal cui pensiero il sottoscritto è lontano mille miglia, è stato l&#039;unico che, con la sua consueta rozzezza, ha detto però alcune verità. La causa dell&#039;emigrazione africana perciò è da ricercarsi, non in Africa, ma nelle capitali occidentali. La Libia era ricca e infatti non si vedeva un emigrante libico da noi. Ora con la guerra cominciano ad affluire a Lampedusa e sono centinaia ogni giorno. L&#039;isola appena sgomberata è di nuovo strapiena. 

Quando i popoli saranno veramente liberi?

Non ci può essere democrazia senza indipendenza. A proposito, l&#039;Italia è indipendente, visto che è bastata una telefonata di Obama e la visita di Sarkò per fare cambiare idea al nostro Presidente del Consiglio? Abbiamo veramente celebrato l&#039;indipendenza dell&#039;Italia? Possiamo autodeterminarci?

In Libia si dia spazio al negoziato e si abbandoni la politica dei Tornado e delle bombe. 

Ma all&#039;Occidente interessa la pace o il petrolio? 



Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
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			<title>Sostegno alle donne che non rinunceranno alla gravidanza per motivi economici</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Sostegno alle donne che non rinunceranno alla gravidanza per motivi economici</strong><br />Regione Lombardia: Fondo Nasko. Sostegno alle donne che non rinunceranno alla gravidanza per motivi economici



Finalmente una bella notizia dalle istituzioni. Nasce il fondo Nasko attraverso cui la Regione Lombardia potrà dare sostegno alle donne che non rinunciano alla gravidanza, scegliendo di non abortire per ragioni economiche. A ciascuna mamma verranno erogati 250 euro mensili per 18 mesi, comprensivi anche dei mesi di gravidanza, per un totale di 4500 euro.

La Regione Lombardia inoltre mette a disposizione una serie di servizi integrati a sostegno della maternità, consulenza psicologica compresa. Le donne destinatarie di tale aiuto sono coloro che sarebbero spinte all&#039;aborto per motivi economici e saranno segnalate dai Consultori e dai Centri di aiuto alla vita. Attualmente la maggioranza delle donne che decidono di interrompere la gravidanza lo fa per ragioni economiche. Oggi la linea di demarcazione non è perciò tanto fra &quot;pro-life&quot; e &quot;pro-choice&quot;, fra sostenitori del diritto alla vita e diritto alla libera scelta. Oggi il principale tema del dibattito sociale è soprattutto se lo scegliere il ricorso all&#039;aborto legale sia effettivamente una libera scelta oppure no. Se la donna decide di abortire per motivi economici, dove la mettiamo la tanto sbandierata autodeterminazione o &quot;libera scelta&quot;? I problemi economici si risolvono con provvedimenti economici, non con gli aborti! La libera scelta si palesa inoltre laddove vi siano valide e credibili alternative. Vengono offerte valide alternative? I consultori non possono ridursi ad essere distributori semi-automatici di interruzioni volontarie di gravidanza e contraccezione. La contraccezione stessa è oggi davvero una libera scelta per le famiglie? Oggi una famiglia è libera di avere tutti i figli che desidera o è limitata da ragioni economiche? Fare figli è solo un diritto per i ricchi? I poveri non hanno diritto a procreare? E&#039; auspicabile che progetti simili a questo, di sostegno alla maternità e ad una natalità che è sempre più sotto zero, avviata dalla Regione Lombardia, perchè no, al di là di legittime differenze politiche, siano assunte anche dalla nostra Regione Emilia Romagna. Una volta il proletariato era colui che aveva nella prole numerosa la propria unica ricchezza, oggi al povero potrebbe essere tolto anche questo minimo diritto. Il povero di oggi perciò è da meno del proletario di ieri? Bene quindi a queste iniziative, meritorie, della Lombardia e l&#039;auspicio che tale esempio possa contagiare le politiche sociali, familiari e sanitarie anche di altre regioni, compresa la nostra.

Cordiali saluti



Glauco Santi



glc.snt@libero.it]]></description>
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			<title>UDC: Consulta nazionale UDC Mondo Cattolico a Roma il 28 novembre</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/udc_consulta_nazionale_udc_mondo_cattolico_a_roma_il_28_novembre_4034714.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>UDC: Consulta nazionale UDC Mondo Cattolico a Roma il 28 novembre</strong><br />Sabato 28 novembre 2009 si svolgerà a Roma la Consulta UDC, Mondo Cattolico e Realtà Ecclesiali che vedrà riuniti i referenti provinciali e regionali dell&#039;UDC con i rappresentanti del variegato universo dell&#039;associazionismo e dei movimenti cattolici, oltre che esponenti di altre religioni e confessioni cristiane. L&#039;incontro vedrà la presenza del sen. Luca Marconi, che ne è il responsabile nazionale, e il Presidente dell&#039;UDC e Vicepresidente della Camera dei Deputati, on. Rocco Buttiglione. 

L&#039;anno scorso a Loreto si è vista la presenza di esponenti di tantissime associazioni che, o a titolo personale o come inviati e quindi ufficiali rappresentanti, hanno interagito ed esposto riflessioni a cui i massimi vertici dell&#039;UDC nazionale hanno prestato attenzione. Alla convocazione nazionale a Roma sarà presente il dr. Glauco Santi, rappresentante della Consulta per quanto riguarda le relazioni fra UDC e Mondo Cattolico per l&#039;Emilia Romagna. A questo incontro ne seguiranno altri nelle regioni e nelle provincie.

L&#039;obiettivo è mettersi in ascolto per comprenderne riflessioni e suggerimenti. Nell&#039;associazionismo italiano si svolge quel grande sforzo educativo di cui ha bisogno oggi la nostra società italiana. Troppo spesso in politica si pensa solo a contenitori, ora è venuto il momento di mettere contenuti ed esperienze. Poi ognuno farà il proprio dovere. La politica il suo, l&#039;associazionismo la propria preziosissima parte.



Glauco Santi


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		<item>
			<title>Assistiamo la vita, non il suicidio della vita</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/assistiamo_la_vita_non_il_suicidio_della_vita_6545828.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Assistiamo la vita, non il suicidio della vita</strong><br />Assistiamo la vita, non il suicidio della vita



Sui mass media si sta parlando sempre più di &quot;suicidio assistito&quot; e vi sono proposte che mirano a introdurre nella nostra legislazione, come ad esempio nella vicina Svizzera, la possibilità di togliersi la vita, &quot;assistiti&quot; addirittura da personale medico e paramedico, oltre che da &quot;volenterose&quot; associazioni.

Non voglio entrare nei casi particolari e  personali di cui i mezzi di informazione ci hanno dato notizia in questi giorni.

Quando in bioetica si parla di &quot;china scivolosa&quot;, questo è un esempio da manuale.

Se qualcuno pensava che il limite potesse fermarsi all&#039;eutanasia si era illuso.

Una libertà, avulsa dalla legge naturale, non si accontenta di qualcosa, ma vuole disporre di &quot;tutto&quot;, salvo poi quel &quot;tutto&quot;,  distruggerlo.

Il pensiero relativista non ha assolutamente un futuro, il futuro appartiene invece alla vita e la vita ha delle leggi ben precise, infrangere le quali vuol dire entrare, non in un circolo virtuoso, bensì vizioso.

Invece di proporre eutanasie e suicidi assistiti, chiediamoci piuttosto come rendere la sofferenza, fisica o interiore, più sopportabile. Ognuno di noi si interroghi come essere compagnia all&#039;altro e su qual valori, spirituali religiosi  o semplicemente umani, basa la propria esistenza. La solitudine e il malessere esistenziale che ad essa si accompagna interroga la nostra comunità civile. Quante persone incontro nella mia vita personale o professionale, come cittadino o come medico, che mi dicono che soffrono molto  per la loro solitudine.

Ma che società è mai questa, che agli inizi del Terzo Millennio, dopo le grandi conquiste della tecnica e della scienza, nella globalizzazione dei social network in cui comunicano centinaia di milioni di persone dagli angoli più remoti del pianeta, non ha ancora vinto la battaglia contro questa terribile e nefasta &quot;malattia&quot;: 

la Solitudine?



Cordiali saluti



dr.Glauco Santi
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			<title>Life Day a Roma. Domenica 22 maggio 2011.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/life_day_a_roma_domenica_22_maggio_2011_6015409.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Life Day a Roma. Domenica 22 maggio 2011.</strong><br />Life Day a Roma. Domenica 22 maggio 2011.



Domenica 22 maggio ero a Roma. Una bellissima e calda giornata di sole. Il 22 maggio però non è una data qualsiasi, ma il giorno in cui il Senato della Repubblica italiano approvò la legge n.194 &quot;Norme per la tutela sociale della maternità e sull&#039;interruzione volontaria della gravidanza&quot;. Era il 1978. Allora avevo 17 anni. Ora ne ho 50.

Da quella data il Movimento per la Vita italiano e i Centri di Aiuto alla Vita hanno salvato circa 130mila bambini. Una intera città. La città della vita.

Si è partiti in corteo da Piazza Risorgimento e siamo arrivati in Piazza San Pietro. Dopo la recita del Regina Coeli il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un saluto ai partecipanti alla Marcia del Life Day rivolgendo un apprezzamento per il lavoro svolto in questi 33 anni e un incoraggiamento a vivere &quot;Il Vangelo della Vita&quot;. Era presente l&#039;On. Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita italiano ed esponenti di associazioni e movimenti pro-life italiani ed esteri. Si è poi proseguito fino a Piazza Navona, vicino al Senato, dove fu approvata la legge 194, per ascoltare brani dell&#039;insegnamento del Beato Papa Giovanni Paolo II inerente il rispetto e la tutela della vita umana fin dal suo concepimento. Tale marcia aveva come obiettivo quello di sensibilizzare l&#039;opinione pubblica e le istituzioni al fine di rimuovere, con fattivi interventi, cause e condizioni che potrebbero portare alla decisione dell&#039;aborto volontario. Si chiede inoltre una riforma dei Consultori affinchè diventino reali mezzi di prevenzione sociale e di effettivo aiuto alle gravidanze. 

Il 22 maggio 1978 si aprì una ferita nella coscienza del popolo italiano, tutt&#039;ora dolorosamente aperta. La memoria annuale di ciò però vuole soprattutto porre l&#039;accento sull&#039;importanza e la bellezza della vita umana, nel rispetto, come diceva Madre Teresa di Calcutta, di colui che è in assoluto il più indifeso, l&#039;essere umano concepito.

Cordiali saluti.



dr.Glauco Santi
]]></description>
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			<title>Registro unioni civili a Parma: Sinistre e Grillini, stesso relativismo</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/registro_unioni_civili_a_parma_sinistre_e_grillini_stesso_relativismo_7412146.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Registro unioni civili a Parma: Sinistre e Grillini, stesso relativismo</strong><br />Registro unioni civili a Parma: Sinistre e Grillini, stesso relativismo

Grillini Pdci Sel Prc e Pd hanno annunciato a Parma l’intenzione di istituire un Registro per le unioni civili, condividendo la proposta di delibera del consigliere comunale di Pdci Ettore Manno. Tale Registro non ha nessun valore legale. La nostra Costituzione repubblicana riconosce infatti la famiglia fondata sul matrimonio, il resto e’ una relazione di tipo privato. Grillini e Sinistra si sono stretti la mano attorno all’ ideologia relativista. Laddove sono stati istituiti, tali Registri, hanno avuto pochissime iscrizioni. Per cui si può ben dire: più Registri che registrati. Grillini e Sinistra inoltre confondono ciò che e’ pubblico con ciò che e’ privato. Le relazioni affettive sono infatti relazioni che rientrano nella sfera del diritto privato. L’amicizia e’ un grande valore, ma ha effetti legali, di per se’, uguali a zero. L’amicizia e l’affetto si possono misurare e registrare? E una volta registrati, chi puo’ valutare oggettivamente che tali sentimenti permangano? Siamo nel regno del puro soggettivismo e del possibilissimo arbitrio. Il vero obiettivo di questi Registri in realtà e’ di cercare di fare uscire fuori, nella direzione del riconoscimento pubblico, le relazioni omosessuali. Le relazioni fra persone dello stesso sesso, in quanto intrinsecamente sterili, non rappresentano un interesse di tipo pubblico. Nelle relazioni eterosessuali vi e’ già una istituto, il matrimonio. Che e’ di diritto pubblico in quanto i figli sono interesse pubblico rappresentando il futuro della societa’. Ma proprio perche’ i figli sono cosi’ importanti che nei secoli si e’ venuto a formare questo insieme di diritti e doveri che e’ il matrimonio, il quale garantisce l’ordine delle generazioni. Chi non vuole istituzionalizzare la propria relazione fa’ la scelta della “coppia di fatto”, la quale si differenzia appunto dalla “coppia di diritto”. A chi serve un “matrimonio” di serie B? Chi vuole infatti istituzionalizzare la propria relazione normalmente si sposa. A Bologna in circa 10 anni il Registro pare che non abbia avuto alcun iscritto. Di cosa stiamo parlando? I Grillini invece di governare Parma a quanto pare preferiscono occuparsi di pura ideologia. Anche questo e’ un modo per tirare a campare… Fino ad ora i Grillini hanno seguito il principio “chi non fa, non sbaglia”. Ora stanno uscendo dal limbo, hanno fatto, e infatti hanno sbagliato.
Cordiali saluti

]]></description>
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		<item>
			<title>UDC e Mondo cattolico in dialogo. Seminario pubblico di tipo propositivo a Roma</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/udc_e_mondo_cattolico_in_dialogo_seminario_pubblico_di_tipo_propositivo_a_roma_5742002.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>UDC e Mondo cattolico in dialogo. Seminario pubblico di tipo propositivo a Roma</strong><br />UDC e Mondo Cattolico in dialogo. Seminario pubblico di tipo propositivo a Roma 11 e 12 marzo 2011.



A Sacrofano, Roma, presso la Fraterna Domus, l&#039;11 e 12 marzo 2011 l&#039;Ufficio nazionale UDC-mondo cattolico svolgerà un Seminario propositivo di tipo pubblico dal seguente titolo: &quot;La bellezza dell&#039;agire politico: non moralisti, ma morali...&quot;. Programma della due giorni. Venerdì 11 marzo pomeriggio i lavori verranno introdotti dalla on.Paola Binetti e P.M. Floris. Alle ore 16.30 intervista a P.Casini su: &quot;La politica che vorremmo, la prospettiva del mondo cattolico&quot;. Alle ore 18 si terrà una tavola rotonda con R.Buttiglione, R.Bonanni e C. Carrara dal tema: &quot; Il vero, il buono, il bello nella politica e della politica&quot;. Vi saranno inoltre i seguenti gruppi di lavoro: 1. &quot;Perseguimento del bene nella politica&quot; moderatori R.Rao e C.Gentili (de &quot;La Società) 2. &quot;Dialogo e ricerca della verità nella politica&quot; D.Bianchi e A.Di Matteo (MCL) 3. &quot;La bellezza morale nella politica&quot; L.Santolini.

Sabato 12 marzo alle ore 9 celebrazione della S.Messa presieduta da mons. Enzo Leuzzi, responsabile della Pastorale Universitaria e Cappellano della Camera. Alle ore 10 relazione di mons.Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, Commissione CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dal titolo &quot;Le virtù del politico alla luce delle grandi Encicliche sociali&quot;. Ore 12, Conferenza: &quot;Le difficoltà del politico davanti alle sfide poste dal mondo cattolico: i giovani interrogano. Relatori: Lorenzo Cesa, Savino Pezzotta, Paola Binetti. Al pomeriggio vi saranno lavori di gruppo per la preparazione di un Manifesto con idee per il nuovo Polo.

Per chi fosse interessato a partecipare può contattare Glauco Santi, referente UDC-mondo cattolico per l&#039;Emilia Romagna, al seguente indirizzo e-mail: glc.snt@libero.it 

Cordiali saluti



Glauco Santi
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			<title>Loreto,Consulta UDC-Mondo Cattolico,19-20 giugno. Verso il Partito della Nazione</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Loreto,Consulta UDC-Mondo Cattolico,19-20 giugno. Verso il Partito della Nazione</strong><br />Loreto (AN): Consulta UDC-Mondo Cattolico 19-20 giugno 2010, verso il Partito della Nazione.



Si svolgerà a Loreto (AN), dal 19 al 20 giugno 2010, la Consulta nazionale UDC-Mondo Cattolico presieduta dal sen. Luca Marconi, dai vertici del partito e da rappresentanti di associazioni e movimenti cattolici italiani. Sarà presente il responsabile della Consulta, per l&#039;Emilia Romagna, il dr. Glauco Santi.]]></description>
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			<title>A Torino si delibera sulle unioni civili, ma il matrimonio è un patto pubblico</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/a_torino_si_delibera_sulle_unioni_civili_ma_il_matrimonio_e_un_patto_pubblico_5034687.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>A Torino si delibera sulle unioni civili, ma il matrimonio è un patto pubblico</strong><br />Delibera di Torino sulle unioni civili, ma per la Costituzione vi è un Favor Familiae, Famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna.



Il Consiglio comunale di Torino ha deliberato sulle unioni civili. Il provvedimento è stato votato dal PD ed è nato in seguito a una raccolta di firme promossa dai radicali. Hanno votato contro UDC, API e Destra. I consiglieri di PdL e Lega erano quasi tutti assenti. Si istituisce un nuovo certificato anagrafico. Tale attestato di famiglia anagrafica basata su un vincolo affettivo non ha alcuna validità giuridica, non si può normare per legge, infatti, un rapporto come l&#039;amicizia. La nostra Costituzione repubblicana riconosce un &quot;Favor Familiae&quot; al matrimonio fra un uomo e una donna con patto pubblico che abbia stabilità. Non è discriminatorio, verso gli omosessuali, quindi, riservare il matrimonio alle sole coppie eterosessuali. Semmai è discriminatorio considerare allo stesso modo qualsiasi forma di convivenza che non può che avere significato privato. Il matrimonio invece è un patto pubblico. Si confonde ancora una volta il privato con il pubblico. Laddove sono già state sperimentate, tramite registro, le unioni civili, in pochissimi vi hanno aderito. Che senso ha, per le coppie eterosessuali, aderire a un matrimonio di serie B? Perchè istituzionalizzare una relazione che non si vuole istituzionalizzare? Se si vuole istituzionalizzarla, infatti, c&#039;è già il matrimonio. L&#039;obiettivo in realtà è arrivare al matrimonio omosessuale, il che è una contraddizione in termini. 



Glauco santi]]></description>
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			<title>"Stato vegetativo": Definizione sempre più inadeguata</title>
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			<description><![CDATA[<strong>&quot;Stato vegetativo&quot;: Definizione sempre più inadeguata</strong><br /> 
“Stato vegetativo”? Definizione sempre più inadeguata
Un uomo canadese di 39 anni, Routley Scott, nel 2000, in seguito a un incidente stradale subì una lesione encefalica molto grave da cui ne conseguì un cosiddetto “stato vegetativo”, il quale perdura oramai da ben 12 anni. L’èquipe del neuroscienziato Adrian Owen, del “Brain and Mind Institute”, University of Western Ontario, in Canada, ha dimostrato, attraverso una procedura che utilizza la tecnica della Risonanza Magnetica Funzionale, che il paziente in realtà rispondeva alle domande che gli venivano poste. Già nel settembre 2010 la rivista “Science” pubblicò uno studio realizzato dallo stesso Owen, insieme al belga Steven Laureys dell’Università di Liegi, dal titolo: “Detecting Awareness in the Vegetative State” (La ricerca della coscienza nello stato vegetativo) in cui sempre attraverso la Risonanza Magnetica Funzionale, in seguito a domande (come immaginare di giocare una partita a tennis) rivolte a una paziente in stato vegetativo, si osservò che il cervello reagiva in modo identico a quello di un soggetto sano. Nel 2010 lo studioso italiano Martin Monti e altri, con uno studio pubblicato sul New England Journal Of Medicine, dimostrò che in una minoranza di pazienti in stato vegetativo il cervello riesce fornire risposte affermative o negative in modo simile ai pazienti in stato di minima coscienza (“Willful Modulation of Brain Activity in Dusorders of Consciousness. New England Journal Of Medicine, February 18, 2010; 362: 579-589). Ormai si parla da qualche anno che ben il 40% delle diagnosi di “stato vegetativo” siano sbagliate trattandosi in realtà di situazioni in cui vi sia un seppur minimo livello di coscienza. Alle stesse conclusioni è pervenuta la riflessione e l’esperienza del professor Gian Luigi Gigli, uno dei più autorevoli neurologi italiani, che si battè fino all’ultimo per salvare la vita di Eluana Englaro. Nel 2008 la “European task force of vegetative state” propose di usare il termine “Sindrome di veglia aresponsiva” e di abbandonare quello di “stato vegetativo” rivelatosi sempre più inadeguato alla luce delle attuali acquisizioni scientifiche.
 
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			<title>Liberalizzazione degli orari e dignità dell'uomo del lavoro</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/liberalizzazione_degli_orari_e_dignita_dell_uomo_del_lavoro_6620098.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Liberalizzazione degli orari e dignità dell&#039;uomo del lavoro</strong><br />Liberalizzazione degli orari e dignità dell&#039;uomo del lavoro



Vorrei che il Presidente del Consiglio Mario Monti mi spiegasse cosa c&#039;entra fare lavorare le persone 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 con l&#039;abbattimento del debito pubblico?

Da bravo esperto di finanza e di economia qual è, è proprio sicuro che lavorare tutti i giorni e tutto il giorno faccia guadagnare di più e che lo shopping continuo a tutte le ore del giorno e della notte faccia spendere complessivamente di più gli italiani? I soldi sono quelli che sono, pochi, e non è spendendoli in 7 giorni piuttosto che in 6 che il loro portafoglio improvvisamente e magicamente si apre di più. La famosa &quot;coperta&quot; è quella lì, tirala di qua o tirala di là.

Ma l&#039;aspetto più grave di questa deregulation è di tipo culturale. Manca totalmente il concetto di persona e di famiglia o dei tempi della famiglia. Si parla del lavoro, ma non si parla mai dell&#039;uomo del lavoro.

Non si dice minimamente che dietro quella commessa che lavora in un negozio di scarpe, per fare un esempio, alle 3 di notte (con problemi di sicurezza annessi), magari di un sabato o di una domenica, in una periferia cittadina, c&#039;è una famiglia che ha il sacrosanto diritto di esigere la presenza di una madre a casa propria, per educare i figli, per poter svolgere serenamente le proprie scelte religiose o semplicemente sociali, in giorno festivo e magari anche in orari decenti per la propria e altrui salute fisica o psichica? L&#039;orario non-stop è liberalizzazione o semplicemente il ritorno di un vetero liberismo selvaggio? Cosa ne pensano i partiti di sinistra, centro e destra che attualmente sostengono il governo Monti?

Imitiamo gli Stati Uniti su altre cose, per favore. Qui non si tratta di garantire un servizio continuo per alcuni specifici settori di pubblica utilità, come Ospedali o Forze dell&#039;Ordine o Vigili del fuoco, stiamo parlando di commercio.

Bene ha fatto la Regione Toscana a ricorrere alla Corte Costituzionale.

Questo tipo di liberalizzazione sembra tra l&#039;altro un provvedimento fatto su misura per la grande distribuzione. Quale impresa famigliare, che è la caratteristica virtuosa e peculiare del nostro tessuto economico italiano, potrà mai sostenere un tale allungamento di orari di apertura?

Già nel 1995 si svolse un referendum per la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi a cui gli italiani risposero con un secco &quot;No&quot; nel 62.5%  contro un 37.5% di &quot;Sì&quot;.

Non è l&#039;uomo perciò che deve servire il lavoro, ma è il lavoro che deve servire all&#039;uomo.

Cordiali saluti.



Glauco Santi]]></description>
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			<title>Padania: identità cercasi</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/padania_identita_cercasi_4057042.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Padania: identità cercasi</strong><br />Vorrei fare alcune riflessioni sulle recenti &quot;scintille&quot; estive fra la Lega e la Chiesa. E&#039; possibile fondare l&#039;identità di un partito politico su un orincipio etnico-localistico? La Padania e i meridionali, la Padania e gli stranieri, e via dicendo. Certo, la difesa continua del tema identitario può avere un suo legittimo significato. Ma qual&#039;è il contenuto di questa identità padana? Chi è, cioè, il Padano?

Non mi risulta che &quot;il rito delle ampolline&quot; sul fiume Po faccia parte delle radici culturali delle regioni lambite dal &quot;Grande Fiume&quot; di guareschiana memoria. Da duemila anni, infatti, il Nord Italia (come tutto il resto d&#039;Italia e d&#039;Europa) è permeato dalla tradizione cristiana, in particolar modo dalla Chiesa cattolica, unica &quot;entità etnica sui generis&quot; ad avere la legittimità di rivendicare una fortissima presenza radicata, senza soluzione di continuità storica, sul territorio lombardo, veneto o piemontese. Ora, la Lega va al &quot;duello&quot; con la Chiesa, ma, automaticamente, entra in &quot;cortocircuito&quot; proprio con quella identità cristiana che continua a ribadire di voler difendere dall&#039;immigrazione da paesi islamici o di altre religioni. Il Nord Italia prima di essere, eventualmente, leghista, è di tradizione fortemente cattolica. La Lega ha bisogno del cattolicesimo se vuole rendere solida la propria identità e tradizione e non si ridicole &quot;ampolline&quot; o di vessilli celtici. Il principio di non-discriminazione, fondato sui diritti della persona umana, è non negoziabile per la Dottrina Sociale Cristiana. Dal confronto con la Chiesa la Lega ne uscirà o sconfitta o profondamente modificata nel proprio DNA. Dalle valli bergamasche o bresciane si andrà, di verde vestiti, una volta all&#039;anno al comizio di Bossi, ma poi, tutte le settimane, le stesse persone andranno a Messa, in paese, dal proprio parroco.





Glauco Santi

Parma

27 agosto 2009
]]></description>
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		<item>
			<title>Fine del Bipolarismo, Fine della Seconda Repubblica.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/fine_del_bipolarismo_fine_della_seconda_repubblica_5112024.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Fine del Bipolarismo, Fine della Seconda Repubblica.</strong><br />Fine del Bipolarismo, Fine della Seconda Repubblica.



Sia il governo Prodi che quello Berlusconi, ultimamente, sono entrati in crisi esattamente a metà legislatura. Eppure ci avevano garantito che il sistema elettorale maggioritario avrebbe prodotto stabilità. Col premio di maggioranza si pensò, magicamente, di trasformare &quot;maggioranze relative&quot; in &quot;maggioranze assolute&quot;. E il gioco era fatto! A questo &quot;premio&quot; però non corrispondeva un elettorato reale. E&#039; come in economia, quando manca denaro se si comincia a stampare &quot;carta moneta&quot; fasulla, a cui non corrisponde ricchezza reale, si produce inevitabilmente inflazione. Così con tale alchimia elettorale si sono mandati a Roma parlamentari, frutto del premio di maggioranza, a cui non corrispondeva un popolo reale. Il sistema elettorale maggioritario e bipolare, poi, non era un sistema neutro, ma aveva il precipuo obiettivo di far fuori &quot;il centro&quot;, moderato e riformista. Il prodotto di ciò è stato un gran pasticcio e le &quot;ali estreme&quot;, da sempre minoritarie, sono diventate all&#039;interno delle coalizioni, il vero ago della bilancia. Diventando delle vere bombe a scoppio ritardato per i rispettivi poli, a cui avrebbero garantito il successo elettorale, ma non una stabile governabilità. In più si è anche tolta la preferenza, ottenendo un parlamento di nominati, acuendo così il distacco dal paese reale e dalla sua gente, la quale ha risposto incrementando il fenomeno, che ritengo comunque deleterio, dell&#039;astensionismo. Una deriva leaderista ed elitaria lontana anni luce dal senso della democrazia che avevano i nostri Padri Costituenti. Ci si è illusi. Ancora una volta. Ricorrente vizio italiano?

Oggi, però, &quot;il re è nudo&quot;, è imploso su sè stesso. La telenovela è finita. Questa pseudo-politica non è riuscita neppure a risolvere i propri problemi interni, figuriamoci quelli degli italiani, alle prese con l&#039;attuale drammatico collasso economico ed occupazionale. Il premier imprenditore, il Cavaliere, si è alternato al premier economista, il Professore, eppure l&#039;economia italiana non è mai andata così male. Tutta colpa della globalizzazione? La politica la devono fare i politici. Oggi c&#039;è un vuoto di politica e di partecipazione. I partiti sono collassati, perchè sono stati &quot;vampirizzati&quot; dalle lobby e dal leaderismo, i quali prendono continuamente le loro decisioni al di fuori dei luoghi istituzionali dove queste decisioni dovrebbero essere prese, rendendo così inutile, ad esempio, una qualsiasi tessera di partito. Il partito che dovrebbe essere &quot;ponte&quot; fra la Piazza e il Palazzo. Ma la democrazia non dovrebbe nascere dal basso? C&#039;è quindi una fortissima questione democratica oggi nel Paese, che esige vigilanza se vogliamo che dopo la Seconda Repubblica ce ne sia anche una Terza. La politica la fanno gli uomini e le idee, non le alchimie elettorali. Torniamo con i piedi per terra. Una testa, un voto. I parlamentari devono rappresentare la popolazione e vanno scelti, nominativamente, dalla gente. Poi, non ci sono facili scorciatoie. La democrazia, si sa, è impegnativa. Lo stesso dialogo è impegnativo. In democrazia prima si discute e poi si decide. Nel leaderismo prima si decide e poi si discute.

Noi cosa vogliamo?

Cordiali saluti



Glauco Santi

glc.snt@libero.it]]></description>
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			<title>Camera: Omofobia e Costituzione</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/camera_omofobia_e_costituzione_3887583.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Camera: Omofobia e Costituzione</strong><br />La Camera dei Deputati, a maggioranza, ha ritenuto fondata la pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall&#039;UDC in merito alla proposta di legge dell&#039;on. Paola Concia, del PD, sull&#039;omofobia. Vi era, infatti, il rischio di provocare una discriminazione nei confronti di chi omosessuale non è, qualora nel nostro codice penale fosse stata introdotta un&#039;aggravante specifica per reati commessi con finalità inerenti l&#039;orientamento sessuale. Picchiare un non omosessuale non è infatti meno grave di picchiare un omosessuale, tutti e due sono gesti ugualmente esecrabili. Esiste già nel nostro ordinamento, all&#039;art. 61 del codice penale, un aumento di pena quando il reato è commesso per futili motivi. Non occorre creare perciò, ad arte, dei doppioni o categorie speciali e privilegiate che lederebbero il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, garantito dalla nostra Costituzione repubblicana. In realtà tale progetto avrebbe finito per introdurre una sorta di &quot;delitto di opinione&quot;, come ha colto molto bene la stessa on. Paola Binetti, dissociandosi in modo esemplare dalle direttive del suo stesso partito. Il testo poteva infatti costituire un precedente per un successivo riconoscimento del matrimonio omosessuale, della procreazione artificiale o della adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso.



Glauco Santi

Parma

15 ottobre 2009



glc.snt@libero.it]]></description>
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		<item>
			<title>Iniziative parlamentari dell'Unione di Centro su Famiglia.Ordine del Giorno UDC.</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/iniziative_parlamentari_dell_unione_di_centro_su_famiglia_ordine_del_giorno_udc_4263396.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Iniziative parlamentari dell&#039;Unione di Centro su Famiglia.Ordine del Giorno UDC.</strong><br />Iniziative parlamentari dell&#039;Unione di Centro a favore della Famiglia.

Ordine del giorno dell&#039;Unione di Centro alla Camera dei Deputati a firma degli onorevoli Buttiglione, Santolini, Volontè, Pezzotta e altri.

Viene inoltre proposto che le ulteriori entrate derivanti dalla proroga dello Scudo Fiscale siano interamente destinate alle famiglie.

Ordine del giorno

la Camera, premesso che

L&#039;articolo 31 della Costituzione dispone che &quot;La Repubblica agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l&#039;adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose; le promesse fatte da autorevoli esponenti dell&#039;attuale compagine governativa nel corso del Family Day (12 maggio 2008) sono ad oggi ancora in attesa di essere mantenute; l&#039;impegno preso dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con i figli delle famiglie numerose (cfr. &quot;Il Giornale&quot; del 20 aprile 2008) è allo stato completamente disatteso; la Finanziaria 2010 non ha tenuto in alcuna considerazione le richieste delle famiglie; secondo i dati forniti da Eurostat nel novembre 2009, il 41% delle famiglie numerose sono a rischio povertà, contro una media UE del 22%; l&#039;Italia è tra i paesi che investono meno sulla famiglia rispetto al PIL;

impegna il Governo ad adottare provvedimenti conseguenti alle promesse e agli impegni presi nella campagna elettorale e più volte ribaditi in altre occasioni da esponenti del Governo e dallo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nei confronti delle famiglie italiane in generale e di quelle numerose in particolare.

Glauco Santi

Responsabile relazioni UDC-Mondo Cattolico Emilia Romagna

glc.snt@libero.it
]]></description>
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		<item>
			<title>Sussidiarietà: onere o utile?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/sussidiarieta_onere_o_utile_7687401.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Sussidiarietà: onere o utile?</strong><br />Peiodicamente si riaccende il dibattito sul principio di Sussidiarietà, specialmente se declinato in campo scolastico. Il dettato della nostra Carta Costituzionale all&#039;articolo 33 così recita: &quot;Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato&quot;.
A una prima lettura &quot;il senza oneri&quot; sembrerebbe affermare tassativamente che allo Stato sia proibito, nel modo più assoluto, dare denaro dei contribuenti alle scuole paritarie.
Ad una riflessione più approfondita nasce invece un interrogativo molto semplice, pragmatico e scevro da rigidità ideologiche. È possibile, cioè, che il finanziamento alle scuole paritarie, lungi da essere un onere, sia in realtà un utile per lo Stato e l&#039;intera collettività?
La nostra Costituzione non afferma nel modo più assoluto che il contributo da parte dello Stato alle scuole paritarie sia assolutamente vietato qualora esso rappresenti un risparmio e quindi un utile complessivo.
Tale riflessione infatti ha indotto il Consiglio Comunale della laicissima città di Bologna ad approvare la convenzione con le scuole per l&#039;infanzia con un contributo di circa un milione di euro. Con tale cifra può essere garantita la scuola materna a oltre 1700 bambini. Con la medesima cifra, nelle scuole materne comunali, avrebbero invece potuto godere di un posto solamente meno di 200 bambini.
È evidente che la Sussidiarietà, lungi dall&#039;essere un onere, è in realtà un utile per l&#039;ente pubblico, Comune o Stato che sia.
Cordiali saluti

Glauco Santi
 ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.glaucosanti.it/1/sussidiarieta_onere_o_utile_7687401.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Tagli e tasse: Pericolo effetto cumulo</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/tagli_e_tasse_pericolo_effetto_cumulo_7687405.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Tagli e tasse: Pericolo effetto cumulo</strong><br />Tagli e tasse: pericolo di effetto cumulo.

Una cosa di cui ancora si parla poco è l&#039;effetto cumulo di tagli e tasse.
L&#039;Imu è una batosta per i proprietari di casa, in Italia sono ben l&#039;80%. È una forma di tassa patrimoniale su quella che è la proprietà più diffusa, l&#039;abitazione. L&#039;italiano investe molto nella casa. E questo lo Stato lo ha capito benissimo. Dove &quot;nascondono&quot; i soldi gli italiani? Semplice, soprattutto nella casa. Ma in tempo di crisi si è disposti anche a perdere i proventi di una mensilità del proprio lavoro o pensione per salvare il paese dal baratro. Ciò è comprensibile ed è anzi segno di responsabilità.
La cosa però che non si è ancora valutata adeguatamente e che potrebbe complicare i calcoli dei nostri governanti è l&#039;effetto complessivo e di cumulo di decine e forse centinaia di continui provvedimenti.
Non c&#039;è infatti solo l&#039;Imu, ma è aumentata anche l&#039;Iva (provvedimento a mio avviso non solo inutile, ma addirittura dannoso per l&#039;intera nostra economia).
Vi sono poi i tagli alla Sanità (solo a Parma si parla di decurtazioni per più di cento posti letto).
Vi sono gli aumenti di tasse degli Enti locali al fine di compensare la drastica riduzione di trasferimenti da parte dello Stato centrale.
Come se ciò non bastasse la disoccupazione è aumentata del 3% circa.
Vi sono poi i tagli e l&#039;aumento della tassazione a scuole statali e paritarie.
Viene inoltre colpito continuamente quello che è un grandissimo ammortizzatore sociale, cioè la sussidiarietà, che non è un onere ma un utile per la collettività.
In Medicina ogni farmaco ha i suoi effetti collaterali, ma quando si assumono più farmaci tali effetti collaterali vanno considerati superiori alla semplice somma, poiché vi è una sinergia.
Quindi l&#039;effetto moltiplicatore del drenaggio fatto di tagli e tasse potrebbe avere effetti più gravi del previsto. La cura rischia di uccidere il paziente.
Certo, l&#039;economia riprenderà, ma dal punto di vista sociale si sarà pagato un prezzo salatissimo con l&#039;aumento della disoccupazione, la chiusura di centinaia di migliaia di imprese, il collasso progressivo del cosiddetto Stato Sociale e lo scivolamento di quote sempre più ampie di ceto medio verso condizioni di povertà.
Credo che il paese, giunti a questo punto, abbia urgente bisogno di una guida politica, forte del consenso popolare e democraticamente eletta, per dare coerenza a provvedimenti anche dolorosi, ma per dare soprattutto prospettive di crescita ed innescare processi virtuosi che risveglino creatività e speranza.
Pensare, ad esempio, di introdurre in modo così indiscriminato il lavoro festivo è stato un grave errore, criticato anche da Confesercenti e dalla CEI. E non serve. L&#039;aumento dell&#039;Iva, in un momento di forte calo delle vendite, non porta automaticamente a un aumento complessivo degli introiti statali. Non serve.
E via dicendo.
Credo che debba finire al più presto questo periodo di &quot;navigare a vista&quot;. Vi è una mancanza di &quot;visione&quot;, che nessuno di noi può ovviamente pretendere dai &quot;tecnici&quot;, i quali è bene che tornino alle loro prerogative e al loro mestiere, mentre la Politica, senza più subalternità, torni al suo ruolo, non più ulteriormente delegabile, di protagonista e guida della nostra amata nazione.
Cordiali saluti.]]></description>
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		<item>
			<title>No alla guerra in Libia!</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/no_alla_guerra_in_libia_5927921.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>No alla guerra in Libia!</strong><br />No alla guerra in Libia!



Prima gli si bacia la mano e poi gli si butta le bombe a Gheddafi...un pò di coerenza... Libia, Costa d&#039;Avorio ...l&#039;Africa cerca di emanciparsi dai vecchi neocolonialismi e si rivolge alla Cina, alla Russia, l&#039;India, Brasile e Sudafrica (paesi BRICS), le nuove potenze emergenti. La risposta, come al solito, è la guerra. Vedi il comportamento di Francia e USA. Ma è un segno di debolezza. La condanna dell&#039;Africa è quella di essere troppo ricca di materie prime. E la gente fugge dalla guerra e dalla miseria e bussa alle nostre porte. Aiutiamoli soprattutto a casa loro, ma non con la guerra!]]></description>
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		<item>
			<title>"Vite degne" e "vite meno degne"?</title>
			<link>http://www.glaucosanti.it/1/vite_degne_e_vite_meno_degne_5468408.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>&quot;Vite degne&quot; e &quot;vite meno degne&quot;?</strong><br />&quot;Vite degne&quot; e &quot;vite meno degne&quot;?



Massimo rispetto per Roberto Saviano e per la sua coraggiosa lotta a tutte le mafie. Mi domando, però, cosa c&#039;entri l&#039;eutanasia? Vogliamo dividere le persone in &quot;vite degne&quot; e &quot;vite non degne&quot;? La vita di una persona disabile è meno degna di quella di una persona in perfetta salute? Cosa c&#039;entra l&#039;antimafia con l&#039;eugenetica? La trasmissione televisiva &quot;Vieni via con me&quot; di Fazio si è perciò rivelata, appunto, &quot;faziosa&quot;. Perchè non dare spazio e parola alle tante persone disabili che continuano a lottare perchè venga rispettato il loro sacrosanto diritto ad essere curati e non ad essere ignorati, o peggio, &quot;eutanasizzati&quot;? Perchè non dare spazio e parola alle migliaia di genitori e volontari che quotidianamente, lontano dai riflettori di una cronaca che troppo spesso li ignora, continuano ad accudire i loro figli o fratelli, e a vedere, oltre la fragilità della disabilità, la sacralità di una vita? Questo è un uso chiaramente demagogico, e non pluralistico, del servizio televisivo pubblico. Il rispetto per la democrazia non va mai separato dal rispetto per la vita umana. I valori teniamoli insieme.

Cordiali saluti



dr.Glauco Santi

glc.snt@libero.it 
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			<title>Italia-Libia:Gli accordi del nostro Governo prevedono lo sparare ai pescherecci?</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Italia-Libia:Gli accordi del nostro Governo prevedono lo sparare ai pescherecci?</strong><br />Italia-Libia: I nostri pescherecci fra le pallottole libiche.



Se le notizie diffuse dai &quot;media&quot; corrispondono a verità, i libici hanno sparato su cittadini italiani, in acque internazionali. Ciò pare che sia andato avanti per alcune ore. Ed è avvenuto con motovedette date dall&#039;Italia su cui, se questo non bastasse, erano presenti addirittura militari italiani, i quali non potevano intervenire, in quanto &quot;osservatori&quot;, in difesa dei nostri connazionali, in virtù di accordi presi dal governo italiano con quello libico. Ma stiamo scherzando?

Non voglio pensare a quello che potrebbero fare i militari libici agli immigrati, magari con i nostri militari che &quot;osservano&quot;. Dichiarazioni impressionanti rilasciate da esponenti governativi italiani consideravano che i militari libici pensavano si trattassero di immigrati clandestini. Perchè gli accordi con i libici prevedono lo sparare su gente disarmata che cerca una vita migliore?

E&#039; necessario che il governo italiano riveda gli accordi con Tripoli.

E&#039;dignitoso andare avanti così?

E&#039;evidente che chi non rispetta i diritti umani degli immigrati non rispetti neppure i diritti di altri cittadini, ora è toccato agli  italiani, domani a chi toccherà? Possiamo metterci a posto la coscienza facendo solo gli &quot;osservatori&quot;? Negli accordi fra le democrazie e le dittature c&#039;è sempre qualcosa che non quadra.

Cordiali saluti.



Glauco Santi

glc.snt@libero.it]]></description>
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